🏰 Castelli e palazzi

castello di Ussel

📍 Châtillon, Valle d'Aosta · 58/100

Ebalo II di Challant lo fece costruire ex novo a partire dal 1343, quando una lite ereditaria durata anni gli assegnò finalmente il feudo di Ussel. Ne uscì il primo castello monoblocco della Valle d'Aosta: un unico parallelepipedo piantato su uno scoglio di serpentinite, a controllare insieme l'imbocco della Valtournenche e il fondovalle della Dora Baltea.

Cosa vedere

Il lato sud, quello che guarda il sentiero d'accesso, si è preso tutto il lavoro d'intaglio: una fila di bifore diverse l'una dall'altra per archetti e colonnine, le più belle del Trecento valdostano. Quella della facciata principale è di calcescisto, roccia formatasi sul fondo dell'oceano Tetide. Sopra corrono una fascia di archetti ciechi e la merlatura; due torrette circolari in aggetto e una caditoia difendono la porta. Il lato nord, a strapiombo su Châtillon, oppone due torrette quadrate e un mastio centrale che conta più come insegna del feudatario che come rifugio. Le mura sono sottili per l'epoca e alle feritoie si affiancano finestre vere, con i sedili in pietra: qui si viveva, non solo si combatteva. Per forma sta a metà strada fra la scenografia di Fénis e le forme severe di Verrès.

La visita

Dentro, la roccia viva affiora e fa scendere i piani da tre a due; dei camini monumentali restano le tracce, sovrapposte per sfruttare un'unica canna fumaria. Il castello apre solo d'estate, per le mostre temporanee. Dopo la morte di Francesco di Challant, nel 1470, era finito prigione, poi caserma, poi rudere; passò ai Passerin d'Entrèves nel 1846 e alla Regione nel 1983. Il restauro, finanziato dal barone Bich, l'industriale della penna Bic, si è chiuso nel 1999: il tetto crollato è stato rifatto con una cupola trasparente e una scala porta al camminamento di ronda.

Il consiglio della redazione

Ci si arriva a piedi e il sentiero sbuca proprio sul lato sud: è l'angolo giusto da cui guardarlo, con le bifore in fila. Intorno alla rocca si vedono ancora gli imbocchi delle gallerie da cui si cavava la magnetite.

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