Porta Altinate era uno dei quattro accessi principali, o «regales», che si aprivano sulle mura comunali di Padova; edificata su una delle arcate dell'omonimo ponte romano in pietra e rivolta verso est, costituiva una delle principali vie commerciali verso Venezia e la sua laguna.
Cosa vedere
La porta sorse in occasione della costruzione delle mura duecentesche sul ponte a tre arcate che attraversava il Naviglio Interno, scavato nel 1189; secondo la Cronica di Rolandino da Padova, nel 1256 fu data alle fiamme dai crociati che posero fine alla signoria di Ezzelino III da Romano, come ricorda ancora una lapide ottocentesca. Ricostruita nel 1286, in quell'occasione perse la vista dell'arcata occidentale del ponte, interrata, lasciando visibili solo quella centrale e quella orientale — un assetto rimasto invariato fino al Settecento. Le mura comunali arrivarono pressoché intatte fino all'Ottocento, quando furono in gran parte privatizzate e alterate per usi abitativi; nel corso del Novecento, fino agli anni Settanta, molti tratti vennero abbattuti, e negli anni Sessanta lo stesso Naviglio Interno fu interrato insieme al ponte per far posto alla via Riviera dei Ponti Romani.
La costruzione, un arco trionfale in pietra decorato a imitazione degli accessi antichi, è sormontata da un torrione in laterizi privo della sommità, perduta già nel Seicento; le strette mura che si dipartono ai lati sono fra i pochi tratti della cinta comunale sopravvissuti alle demolizioni novecentesche. Sotto la porta, sul lato nord, si trova il monumento ad Alvise Pisani, capitano di Padova nel tardo Seicento ed eletto doge di Venezia nel 1735, carica che mantenne fino alla morte, il 17 giugno 1741; sul monumento barocco è ancora visibile il leone di San Marco scalpellato in età napoleonica.
La visita
La porta è oggi un frequentato passaggio pedonale verso piazza Garibaldi, liberamente visibile ed attraversabile in ogni momento.
Il consiglio della redazione
Osservate da vicino il leone di San Marco scalpellato sul monumento a Pisani: è uno dei tanti segni, sparsi per la città, di come i simboli del potere veneziano siano stati sistematicamente cancellati dopo la caduta della Repubblica.










