Stienta

Provincia: Rovigo · Regione: Veneto · Abitanti: 3.329 · CAP: 45039

Di Stienta non si racconta quasi niente: le voci che dovrebbero spiegare da dove venga il nome e che cosa sia successo qui sono vuote. Ma il comune una cronaca ce l'ha, e sta nei nomi delle sue venti località, che messi in fila descrivono per intero un pezzo di pianura strappato all'acqua. Tre cominciano con Argine — Argine Sabato, Argine Valle Est, Argine Valle Ovest — e dicono da sole che qui la terra sta più in basso del fiume. Sei si chiamano Boaria, che è il fabbricato dove stavano i buoi e chi li governava, e ciascuna porta il cognome di una famiglia o il nome di un fondo: Boaria Guerra, Boaria Roveta, Boaria Varotta, Boaria Gilliola, Boaria Val di Mezzo, Boaria Val dell'Oca. Poi c'è Chiavicone, cioè la grande chiavica che regolava lo scolo, e Sabbioni, e Prati Nuovi, che sono i prati venuti dopo la bonifica. Il paese sta sulla riva sinistra del Po, ed è tutto pianura.

Il monumento ai caduti lo fece nel 1929 il padovano Paolo Boldrin. Ventisette anni dopo, nel 1956, fu lo stesso Boldrin a rifarlo, con una lieve modifica: un artista che torna sulla propria opera dopo una guerra intera e la corregge appena. Quel monumento si vede anche al cinema, in un film di Pupi Avati. E c'è un'altra cerimonia, meno consueta: dal 1989, di solito il primo sabato di giugno, presso la chiesa della Madonna di San Genesio in località Zampine si ricordano i caduti rimasti senza degna sepoltura, per iniziativa degli alpini. In un paese che ha per storia i nomi dei propri argini, si è scelto di dedicare una ricorrenza proprio a chi non ha una tomba dove essere ricordato.

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