Porta San Tomaso è una porta urbica delle mura cinquecentesche di Treviso, ricostruita nel XVI secolo in posizione nordorientale rispetto al centro: una collocazione periferica ma strategica, nel quadro di un grande progetto che ripensava Treviso come una moderna città-fortezza.
Cosa vedere
La porta, certamente la più ornata delle tre trevigiane, richiama lo schema degli archi trionfali romani ed è interamente rivestita da elementi decorativi in pietra d'Istria. Ha pianta quadrata, con un vano centrale a tre navate, quattro pilastri principali ad alto basamento e due minori che sostengono le volte a crociera; la facciata esterna, rivolta a nord, è scandita da sei colonne di ordine corinzio su una voluminosa base, sotto un'ampia trabeazione. Al centro spicca il leone di San Marco, sotto il quale è riportato l'anno di realizzazione, 1518, con la scritta latina MDXVIII: il leone fu aggiunto solo nel 1856, durante un restauro. Ai lati dell'ingresso principale si aprono due passaggi pedonali, e un portoncino sulla facciata interna dà accesso, per una ripida scala in pietra, all'ampio sottotetto; la copertura a quattro falde in lastre di piombo poggia su grosse travature lignee. Sulle due facciate si vedono gli stemmi del podestà Paolo Nani, della città di Treviso e del doge Leonardo Loredan.
La porta fu costruita nel 1518, in soli dieci mesi, per cura del podestà Paolo Nani, a cui si deve l'originale appellativo auto-encomiastico di porta Nana; assunse poi altri nomi, come Porta Napoleona e, tra Otto e Novecento, Porta Mazzini, finché il Senato veneto le restituì il nome originale, in ricordo dell'antica porta trecentesca dedicata all'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket. Nacque nel clima della guerra della Lega di Cambrai, quando la Serenissima, tra il 1509 e il 1518, dovette «mutar faccia» ricostruendo le difese dello Stato da Tera: le porte furono ridotte a tre per limitare gli accessi, e questa, sulla strada Alemanna, doveva proteggere Treviso dalle minacce che venivano dalle Prealpi venete, cioè dal Sacro Romano Impero. Il progettista non è noto con certezza: per affinità con Porta Portello a Padova si attribuisce l'idea a Guglielmo d'Alzano detto il Bergamasco. Fra i restauri si ricorda quello del 1703, testimoniato da un'iscrizione nel fregio dell'architrave; fra il 1910 e il 1938 la porta fu attraversata dal binario della linea 1 del tram, e gli ultimi restauri sono del 2007 e del 2012.
La visita
La porta è a nordest del centro di Treviso, lungo il viale Vittorio Veneto, dove questo incrocia la strada statale 13 Pontebbana. Le fonti consultate non dicono se il sottotetto sia visitabile: accesso e orari vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Guardate sopra la copertura: la grande statua in pietra d'Istria di San Paolo celebra il committente, il podestà Paolo Nani.



