I santi Felice e Fortunato, patroni nella terra di Villa Loredan
📅 Ogni anno, il 14 maggio
Campolongo Maggiore festeggia i suoi patroni, i santi Felice e Fortunato, il 14 maggio.
La villa che fu del boss oggi è la casa delle associazioni del paese. Confiscata alla mafia, ospita la Casa delle associazioni «Cristina Pavesi» e il Museo della legalità; il nome è quello della donna uccisa il 13 dicembre 1990 durante l'assalto al treno portavalori Venezia-Milano. È il modo che Campolongo Maggiore ha scelto per rispondere alla parte più dura della propria storia recente, quella della cosiddetta Mala del Brenta, nata qui fra gli anni Sessanta e Settanta e guidata da Felice Maniero, che in paese era nato. Un edificio tolto a chi lo aveva costruito e restituito a chi ci abita: la scelta si legge sull'insegna.
Il resto della storia del comune è fatto di confini spostati. In epoca napoleonica Liettoli, Campolongo e Bojon erano tre piccoli comuni del dipartimento del Brenta, cioè dell'odierna provincia di Padova; nel 1807 furono trasferiti al dipartimento dell'Adriatico, che è l'odierna città metropolitana di Venezia. Con l'avvento del Regno Lombardo-Veneto, nel 1815, i tre furono fusi in un comune solo, chiamato Campolongo, che dopo l'annessione del Veneto all'Italia diventò Maggiore. L'ultima frazione, Santa Maria Assunta, è stata istituita soltanto negli anni Novanta, ricalcando una parrocchia nata qualche decennio prima per servire la periferia orientale di Bojon. Fra il capoluogo e Bojon, intanto, scorre la Cunetta Brenta, che è l'attuale ramo principale del fiume.
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📅 Ogni anno, il 14 maggio
Campolongo Maggiore festeggia i suoi patroni, i santi Felice e Fortunato, il 14 maggio.
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Fuori da Campolongo Maggiore, ma a portata di gita.