Il nome di Spinea viene da una lisca di pesce, o quasi: sotto i romani questo territorio fu diviso in centurie con il Muson come confine fra gli agri di Padova e di Altino, e le strade dei due reticoli, orientate in modo diverso, si incrociavano disegnando un motivo a spina di pesce. Per secoli, però, il centro più importante della zona non fu Spinea ma Rossignago, dove sorgeva la pieve di riferimento religioso e sociale per tutti i villaggi vicini; ogni villaggio, pur dipendendo dalla pieve, si governava da sé attraverso una regola, con un meriga eletto dall'assemblea dei capifamiglia per gli affari amministrativi e fiscali. Fu solo con l'arrivo di Venezia, nel Trecento, che Spinea prese il sopravvento e la pieve stessa vi si trasferì.
Il territorio fu a lungo terra di confine e di scontri, difesa dal castello di Orgnano contro gli ungari e le fazioni rivali: abbattuto nel Cinquecento per volere della Serenissima dopo la guerra della Lega di Cambrai, ne resta solo la torre d'avvistamento, oggi campanile della chiesa dei Santi Vito e Modesto. Nel Seicento i veneziani deviarono il corso del Muson molto più a sud, nel Taglio Nuovo, per impedire che i suoi detriti soffocassero la laguna: l'antico letto del fiume sopravvive solo nel percorso del rio Cimetto. Oggi Spinea è la cintura pendolare di Mestre lungo la Miranese, con una densità abitativa fra le più alte del Veneto, seconda solo a Padova per suolo cementificato.