A Zianigo, frazione di Mirano, Giandomenico Tiepolo affrescò per quarant'anni la villa di famiglia con Pulcinella, satiri e il Mondo Novo: quegli affreschi, oggi a Ca' Rezzonico, nacquero qui, nella campagna che i pittori veneziani sceglievano per l'estate. Mirano resta la capitale delle ville del Miranese, ma deve il suo ruolo storico soprattutto all'acqua: nel 1612 la Serenissima completò il Taglio Nuovo, un canale pensile scavato apposta per collegare Mirano a Venezia e a Padova via fiume, un'opera di ingegneria che dovette far passare sei corsi d'acqua sotto il proprio letto, con altrettanti sifoni in pietra, senza mai mescolarli alle proprie acque. Per secoli quel canale fece di Mirano un capolinea fluviale, fino all'arrivo dei trasporti su strada.
Fino alla fine dell'Ottocento il centro storico era letteralmente un'isola, cinta da un ramo minore del Muson che lambiva i giardini di villa Errera; per far arrivare il tram da Mestre quel ramo fu interrato, e al suo posto nacque la grande piazza ovale che oggi i miranesi attraversano fra caffè e castelletto neogotico. Nella lotta di Liberazione, tra il 1943 e il 1945, quindici partigiani furono fucilati o trucidati, e la piazza principale, un tempo dedicata a Vittorio Emanuele II, porta ancora il loro nome. Venezia è a venti minuti, ma il ritmo qui resta quello delle biciclette lungo il Muson.