Festa di San Vincenzo Ferreri
📅 Ogni anno, la prima domenica dopo Pasqua
La prima domenica dopo Pasqua Picciano, comune di 1.338 abitanti in provincia di Pescara, festeggia il patrono san Vincenzo Ferreri.
La storia di Picciano comincia nel 1049, quando Bernardo, conte di Penne, donò terreni ed edifici per fondare un'abbazia benedettina: è il primo documento in cui il paese compare. Negli anni seguenti, fra il 1051 e il 1063, lo stesso conte diede al monastero oltre venti chiese, mulini sul fiume Fino, campane e feudi — e le donazioni comprendevano anche le persone che ci vivevano, uomini, donne e bambini. Di quel mondo, però, la cosa che resta più impressa è il modo in cui si pagavano gli obblighi. L'abate di San Silvestro doveva ogni anno all'abate di Picciano, nel giorno dell'Assunta, ventiquattro pizze e un porco. E nel 1144 l'abate Berardo, cedendo temporaneamente due feudi al fratello Rainaldo, gli impose visite, offerte e un pranzo di pane, carne e vino da servire ai monaci il giorno di sant'Egidio. Il denaro, in quelle carte, compare poco: i conti si tenevano in cibo.
L'abbazia di Santa Maria fu anche uno strumento nelle mani dei signori del posto, che se ne servivano nelle proprie liti — la charta convenientiae registra le proteste dell'abate Alberico, che nel 1110 riuscì comunque a farsi eleggere abate di San Clemente a Casauria, cioè a spostarsi dove si decideva davvero. Ci furono permute su permute: nel 1084 castelli e chiese verso Elice in cambio della chiesa di San Panfilo a Spoltore, nel 1122 altri scambi, e nel 1170 re Ruggero II confermò i privilegi del monastero. Nel 1517 un privilegio di Carlo V lo passò agli olivetani dell'Aquila; poi l'abbazia bruciò e Picciano perse peso. Le concessioni medievali, però, non finirono lì: fino al 1945 i contadini e gli allevatori di qui erano tenuti a pagare alla parrocchia un canone annuale chiamato livello, una forma di enfiteusi che discendeva dalle concessioni dei conti di Penne. Alla fine dell'Ottocento il paese si rialzò con la sartoria, la calzoleria e una fornace che dava lavoro anche ai centri vicini. E la festa dell'Assunta si celebra ancora, ma nella frazione di Piccianello, mentre la chiesa dedicata sta nel centro di Picciano.
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La prima domenica dopo Pasqua Picciano, comune di 1.338 abitanti in provincia di Pescara, festeggia il patrono san Vincenzo Ferreri.
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