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Complesso megalitico Monte Croccia

📍 Accettura, Basilicata · 27/100

Il Monte Croccia domina da sud la valle del Basento e sulla sua sommità, a 1149 metri, corrono le mura di un insediamento fortificato osco-sannita: la cinta più antica è dell'VIII secolo a.C., quella interna del IV, e dopo il III secolo a.C. gli scavi non hanno più restituito nulla, segno che la pressione romana chiuse la storia del sito. A 200 metri dalla porta principale, guardando a est, c'è quello che vale a tutto l'insieme il nome di complesso megalitico: le Petre de la Mola, un affioramento di calcarenite che qualcuno, probabilmente già nell'età del bronzo, ritoccò per farne un calendario di pietra.

Cosa vedere

Le cinte murarie sono due e condividono il lato meridionale. Quella esterna misura 1340 metri ed è fatta di blocchi regolari di arenaria con riempimento di pietrisco e terra: oggi la vegetazione ne copre gran parte, ma un tratto restaurato di sessanta metri permette di capire come era costruita. Quella interna, del IV secolo a.C., è lunga 679 metri, cinge tre ettari di acropoli ed è tirata su con tecniche costruttive greche. Ha cinque ingressi: una porta a corte dal vano quasi quadrato, ben conservata, due piccole porte di passaggio sul lato nord e due postierle su quello sud.

Le Petre de la Mola stanno a 1049 metri, poco sotto la vetta. Nel 2008 una campagna di scansione laser vi ha documentato due allineamenti legati al solstizio d'inverno: il sole, ormai a pochi gradi sull'orizzonte, tramonta passando per la spaccatura fra i massi maggiori, e a mezzogiorno si va a posare dentro una piccola conca della roccia. Cinquanta metri più in basso della fortificazione esterna, alla sorgente Acqua Fra Benedetto, Vittorio di Cicco riconobbe un santuario frequentato nel IV secolo a.C.

La visita

Si sale dalla Foresta di Gallipoli-Cognato, dentro il parco regionale, e un sentiero attrezzato segue il perimetro della fortificazione: è il modo più semplice per non perdere i tratti di muro che il bosco di cerri nasconde. Dall'altura si riconoscono la Civita e la Serra del Cedro di Tricarico e i paesi di Accettura e Albano di Lucania. Le prime ricerche sono del 1885, con Michele Lacava; vennero poi quelle di Vittorio di Cicco e, nel 2011, un rilievo delle strutture ancora leggibili in superficie.

Il consiglio della redazione

Fermatevi sulla soglia della porta monumentale e guardate a est, verso le Petre de la Mola: agli equinozi il sole sorge esattamente dietro quei massi. È l'indizio che la roccia continuava a contare anche per chi tirò su le mura, secoli dopo che qualcun altro l'aveva scelta. Andateci con luce bassa, primo mattino o tardo pomeriggio: fra i cerri le pietre si leggono molto meglio.

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