Il decreto ministeriale del 29 marzo 1972 che istituisce la riserva di Agromonte Spacciaboschi non nasce per proteggere degli alberi: nasce per proteggere quello che gli alberi coprono, cioè il sito medievale di Agromonte. È la ragione per cui viene classificata come riserva antropologica, la categoria italiana pensata per le aree in cui il valore sta nelle tracce lasciate dagli uomini quanto nella vegetazione. Un decreto della stessa data ne istituiva un'altra a pochi chilometri, I Pisconi, e Filiano si ritrovò così con due riserve di questo tipo dentro i propri confini. Agromonte Spacciaboschi occupa 71 ettari nella foresta demaniale di Lagopesole, presso la frazione Scalera, a 751 metri sul livello del mare.
Cosa vedere
Il terreno è uno dei terrazzi che dominano la Valle di Vitalba e degrada verso est: ci si arriva in piano e poi, da un lato solo, la valle si apre di colpo. Il bosco è di cerro e roverella, con biancospino, carpino bianco e corniolo nel sottobosco. È una macchia fitta e chiusa, ed è anche il motivo per cui le tracce dell'insediamento medievale si intuiscono più che vedersi: qui non c'è un rudere che svetti sopra le chiome, c'è un pianoro boscoso che va letto insieme a qualcuno che lo conosce.
La fauna è quella della foresta demaniale intorno: cinghiali, tassi, lepri, volpi e ricci fra gli alberi, rapaci diurni e notturni sopra la testa. Fra gli uccelli, i più facili da riconoscere sono il picchio, la ghiandaia, il pettirosso, l'usignolo e l'upupa.
La visita
Non si entra liberamente. Ogni accesso, che sia per studio, ricerca o turismo, richiede l'autorizzazione preventiva del Reparto Carabinieri Biodiversità di Potenza, il comando che ha in gestione la foresta demaniale, e le visite guidate si concordano allo stesso modo. Va messo in conto il tempo della pratica: presentarsi al margine del bosco sperando che qualcuno apra non porta da nessuna parte.
Il consiglio della redazione
Quando chiedete l'autorizzazione, scrivete nero su bianco che vi interessa il sito medievale e non solo il sentiero: è per quello che l'area è tutelata dal 1972, ed è la parte che, senza qualcuno che ve la indichi, rischiate di attraversare senza accorgervene. E se vi assegnano una data, tenete libera l'intera giornata: I Pisconi è a pochi chilometri e vale lo stesso principio, prima il permesso.
