Il patrono di Lauria è il beato Domenico Lentini, sacerdote del luogo, festeggiato il 25 febbraio: dal 25 febbraio 2000 gli è stato riconosciuto il patronato dell'intera comunità religiosa cittadina, proprio nell'anniversario della sua morte, avvenuta nel 1828. Nel quartiere Cafaro si trovano la sua casa natale, restaurata e custode delle sue reliquie, e una cappella a lui dedicata; l'eremo di Sant'Elia e del Beato Domenico Lentini conserva dipinti e oggetti sacri dell'Ottocento.
Il centro abitato è diviso in due grandi rioni, separati dall'antico quartiere Ravita: quello superiore, tradizionalmente chiamato il Castello, e quello inferiore, detto il Borgo, ciascuno con il proprio santo protettore. Il rione superiore festeggia il 9 maggio san Nicola di Bari, al quale è dedicata la chiesa madre, il cui campanile fu edificato sul preesistente torrione medievale; il rione inferiore celebra invece il 25 luglio san Giacomo maggiore apostolo, cui è intitolata la chiesa parrocchiale del rione, così denominata fin dal XV secolo e nota per un pregevole coro ligneo.
Fra il 7 e il 9 agosto 1806 la città fu teatro del cosiddetto massacro di Lauria: molti abitanti furono barbaramente trucidati dai soldati napoleonici guidati dal generale Masséna, colpevoli di aver sostenuto la causa borbonica; l'antica chiesa dei monaci basiliani sul colle Armo, distrutta in quell'occasione, fu poi ricostruita per devozione alla Madonna Assunta.
