⛪ Chiese e santuari

chiesa dei Cappuccini

📍 Melfi, Basilicata · 42/100

La collinetta su cui sorge si chiama Tabor, come il monte della Trasfigurazione, e la chiesa che vi si trova porta esattamente quel titolo: Trasfigurazione di Nostro Signore. A Melfi però nessuno la chiama così: per tutti è la chiesa dei Cappuccini, e Cappuccini è anche il secondo nome della collina e il nome del quartiere che le è cresciuto ai piedi.

Cosa vedere

Chiesa e convento formano un complesso unico, che le fonti locali datano al XIII secolo, cioè a molto prima che l'ordine cappuccino esistesse: i frati arrivarono più tardi e diedero al luogo il nome con cui è rimasto. All'inizio l'edificio ospitava una casa di noviziato, il posto dove i novizi facevano il loro periodo di prova; dal 1696 divenne invece sede di studio teologico e filosofico, una scuola per i religiosi già formati. È una funzione che spiega bene la posizione, appartata, fuori dalle mura e in salita.

La visita

Ci si arriva dal lato di porta Calcinaia e porta Bagno, oltre il vallone Capigrassi. L'ultimo tratto passa dentro la città moderna: tutta la zona a monte di via Santa Sofia, la via vecchia, si chiama Cappuccini ed è stata costruita negli anni settanta e ottanta, prendendo il nome dal convento che le sta sopra. Il complesso, invece, è rimasto dov'è sempre stato, in cima al rilievo.

Il consiglio della redazione

Salite a piedi e voltatevi almeno una volta: fra il vallone e il Tabor c'erano i rioni San Michele e San Martino, nati fuori le mura nell'Ottocento e danneggiati dal terremoto del 1930 al punto che si preferì non ricostruirli. I due grandi vuoti che si riconoscono da lassù, oggi la piazza del mercato e piazza Festa Campanile, sono ciò che ne è rimasto.

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