I patroni di Ruvo del Monte sono san Rocco, festeggiato nella chiesa a lui dedicata, e san Donato martire, il 18 agosto. Le reliquie di san Donato furono donate da papa Pio VI e poste sotto l'altare maggiore: il corpo del santo, custodito in un'urna, giunse a Ruvo dalle catacombe romane la seconda domenica dell'agosto 1783, grazie all'interessamento di padre Francesco Antonio De Paola, nativo del paese e cugino del venerabile Domenico Blasucci, provinciale redentorista per lo Stato Pontificio.
Nella sua storia, il feudo di Ruvo subì diverse invasioni e devastazioni: quella di Luigi d'Ungheria nel 1348, durante la guerra di successione al trono di Napoli, e quella del condottiero Antonio Caldora, al soldo di Renato d'Angiò, che bruciò il paese nel 1435 per aver sostenuto la causa aragonese. Il 10 agosto 1861, in tempi più recenti, il paese fu invaso e saccheggiato da bande di briganti guidate da Carmine Crocco e da Ninco Nanco. La Chiesa Madre di Santa Maria Assunta ha origini intorno all'anno 1000, sebbene abbia iniziato a essere utilizzata come chiesa madre solo verso il XIV secolo: il primo documento che la riguarda risale al 1519, quando il vescovo di Muro Lucano concesse a una famiglia locale lo jus patronatus di un altare.