Cosa vedere · Corigliano-Rossano

Altri punti di interesse

  • Castello di San Mauro

    Il castello di San Mauro è in realtà una masseria a recinto fortificato del XVI secolo, in contrada Cantinella, nella frazione di Corigliano. Nacque come centro di smistamento e raccolta dei prodotti agricoli ed è oggi un rudere, ma la sua natura di complesso residenziale e produttivo si legge ancora bene.

    Cosa vedere

    Lo fece costruire nel 1515 il principe di Bisignano Bernardo Sanseverino, nel feudo che porta lo stesso nome: una struttura a due corti, interamente circondata da mura di cinta, con l'ingresso principale a torrione merlato. Una lastra di pietra calcarea con lo stemma e un'iscrizione latina, applicata alla parete esterna di un edificio sotto una loggia, ricorda che il principe innalzò la residenza dalle fondamenta. Nel 1535 il figlio Pietro Antonio vi ospitò l'imperatore Carlo V, di ritorno dalla spedizione di Tunisi: per il soggiorno fu eretto un palazzo di legno con appartamenti, officine, scuderie e cantine, perché il palazzo in muratura non bastava per tutta la corte.

    La residenza padronale sta in asse con l'ingresso, su due piani; all'ingresso del piano superiore, sottolineato da una loggia coperta, si sale con una scalinata di pietra e mattoni, e a destra si nota una grande cisterna che dice l'autosufficienza del complesso. I merli e la torre-guardiola fanno parte del muro di cinta e si entra nella corte principale proprio attraverso la torre. Nei locali attorno alla corte di sinistra, pur ridotti a rudere, restano riconoscibili l'impianto, i muri e gli archi a tutto sesto.

    La visita

    Il castello è in contrada Cantinella, nella parte di Corigliano del comune. Le fonti consultate lo descrivono in stato di rudere e non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati prima di andarci.

    Il consiglio della redazione

    Il feudo di Corigliano e San Mauro era il più grande di casa Sanseverino: per capirne il quadro completo abbinate la masseria al Castello Ducale di Corigliano, in paese, dove la stessa famiglia governò fino al 1616. Tra il 1829 e il 1844 il frantoio della masseria fu trasformato in un concio, l'opificio per la liquirizia.

  • Castello Ducale di Corigliano Calabro

    Il castello di Corigliano Calabro, detto anche Ducale, è una fortezza dell'XI secolo. Monumento nazionale dal 1927, è oggi un museo storico-artistico e culturale: il piano superiore ospita mostre di pittura e fotografia, convegni e altri eventi.

    Cosa vedere

    L'origine è legata a Roberto il Guiscardo, che secondo il suo biografo Goffredo Malaterra volle nel 1073 un fortilizio vicino a Rossano, nella linea di difesa della Valle del Crati: serviva più a far sentire il peso del potere che a proteggere dai pericoli esterni. Nel 1192 il re Tancredi concesse Corigliano ai Sanseverino di Bisignano, che la tennero fino al 1616. Dopo la visita ispettiva di Alfonso duca di Calabria, i lavori conclusi nel 1490 diedero al castello l'impronta «aragonese»: il mastio rafforzato e collegato da un ponte levatoio, il fossato più largo e profondo, tre torri minori incastonate nella struttura quadrangolare, il rivellino a difesa del ponte.

    Nel 1616 il feudo passò ai Saluzzo, che nel 1649 ebbero da Filippo IV di Spagna il titolo di duca. Fecero la torretta ottagonale sopra il mastio, il piazzale con due rampe di scale e la balconata del Salone degli Specchi, e la cappella di Sant'Agostino, a pianta ottagonale, affrescata da Girolamo Varni. Il Salone degli Specchi, decorato nel 1872 da Ignazio Perricci, ha un soffitto a trompe-l'œil con il «Palcoscenico della Vita»: donne e uomini affacciati a una balaustra che salutano agitando ghirlande e fiori.

    La visita

    Tra gli ambienti aperti alle visite le fonti ricordano la prigione del monaco, le cucine ottocentesche, la cappella di Sant'Agostino, la camera da letto del barone e della baronessa, il Salone degli Specchi, la sala da pranzo, la torre mastio e il fossato. Dal 1979 il castello è del Comune e nel 2002, dopo il restauro, è stato consegnato alla comunità. Orari e biglietti non sono riportati dalle fonti consultate: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Un ufficiale francese di stanza nel castello durante la dominazione francese scrisse che dalle sue terrazze si gode uno dei più bei panorami d'Italia. Nell'aprile del 1799 il cardinale Fabrizio Ruffo, alla guida dei sanfedisti, vi stabilì il suo quartiere generale.

  • Museo della Liquirizia "Giorgio Amarelli"

    Il museo della liquirizia Giorgio Amarelli è un museo d'impresa a Rossano, nel comune di Corigliano-Rossano. Racconta la lavorazione della radice di Glycyrrhiza glabra, da cui si ricava la liquirizia, e la storia della famiglia Amarelli, che la produce da circa tre secoli.

    Cosa vedere

    Inaugurato nel 2001, il museo espone gli attrezzi usati per estrarre, lavorare e commercializzare la radice, insieme ad abiti, oggetti e manoscritti legati alla famiglia Amarelli. Secondo le fonti è l'unico museo italiano dedicato a questo tema.

    Nello stesso 2001 ha vinto il premio Guggenheim Impresa & Cultura. Secondo una ricerca del Touring Club Italiano è il secondo museo d'impresa più visitato in Italia, con circa cinquantacinquemila visitatori nel 2016, dopo la Galleria Ferrari di Maranello. Nel 2004 gli è stato dedicato un francobollo, nella serie «Il patrimonio artistico e culturale italiano».

    La visita

    Il museo è a Rossano. Le fonti consultate non riportano orari né tariffe: vanno verificati sul sito ufficiale del museo, museodellaliquirizia.it.

    Il consiglio della redazione

    Nella sede del museo è conservato anche l'archivio della famiglia, con documenti dal 1445 al 1986, dichiarato nel 2012 di alto interesse storico dal Ministero per i beni culturali. Il legame del territorio con la liquirizia è antico: nel Settecento i Saluzzo, signori di Corigliano, puntarono sulla produzione di pasta e liquirizia.

  • Panaghia / Maria la Tutta Santa

    La chiesa della Panaghia è un edificio religioso di epoca bizantina, dell'XI secolo, nel centro storico di Rossano. Il nome viene dal greco pan-, «tutto», e ághios, «santo»: significa «tutta santa» ed è riferito alla Madonna.

    Cosa vedere

    La chiesa è di dimensioni davvero piccole: una navata unica rettangolare coperta da capriate lignee, chiusa da un'abside semicircolare con semicatino superiore e dotata di una bifora. L'interno è illuminato da monofore che si aprono nelle pareti laterali. Sul lato sinistro dell'aula c'è una piccola cappella absidata, pavimentata in cotto e con un solaio di legno. All'esterno le pareti hanno una linea sobria che contrasta in modo piacevole con la decorazione a spina di pesce dell'abside; la chiesa è rivolta a est, secondo le modalità dell'arte costruttiva orientale.

    Dentro si vedono due frammenti di affresco di due fasi pittoriche diverse: uno, più antico, raffigura san Basilio, molto danneggiato ma con il volto e l'aureola ancora distinguibili; l'altro san Giovanni Crisostomo, con la barba corta a punta, una grande aureola dorata circondata da una corona di perle e gli occhi spalancati verso chi guarda, mentre svolge un rotolo con un testo in greco. Falla Castelfranchi li data alla fine del XIII-XIV secolo, Di Dario Guida al XIV. Nella chiesa si conserva anche una tela del Cinquecento.

    La visita

    La chiesa è nel centro storico di Rossano ed è stata restaurata più volte nel corso dell'Ottocento. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    A poche centinaia di metri, sullo sperone tufaceo all'estremità sud-est del centro, c'è l'oratorio di San Marco, l'altro grande monumento bizantino di Rossano.

  • San Marco

    L'oratorio di San Marco è un edificio religioso cristiano del IX-X secolo, a Rossano, nel comune di Corigliano-Rossano. Sorge su uno sperone tufaceo all'estremità sud-est del centro storico ed è uno dei massimi esempi di architettura bizantina in Calabria.

    Cosa vedere

    Di forma quadrata e pianta a croce greca, ha cinque cupole cilindriche con monofore laterali, tre absidi con bifore frontali e l'altare «bema». Per la stretta affinità di stile viene spesso associato alla Cattolica di Stilo. Restano tracce di un antico affresco della Madonna Odigitria, scoperto durante i restauri degli anni venti e trenta del Novecento.

    Era dedicato in origine a sant'Anastasia. Le fonti divergono sull'origine: per alcune fu costruito su iniziativa di Euprassio, protospatario della Calabria, e destinato a un uso monastico femminile, per altre lo costruì lo stesso san Nilo. In ogni caso è legato a san Nilo, che secondo una delle ricostruzioni lo trovò in stato di abbandono, lo restaurò dandogli l'assetto attuale e ne fece un luogo per vivere l'ascesi. Nell'Ottocento servì da cimitero per i colerosi.

    La visita

    L'oratorio è a Rossano, all'estremità sud-est del centro storico, sopra uno sperone di tufo. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Nel centro storico di Rossano, a poche centinaia di metri, c'è un'altra chiesa di epoca bizantina, la Panaghia: le due si visitano bene una dopo l'altra.

  • Santuario e Convento di San Francesco di Paola

    Il santuario di San Francesco di Paola, noto anche come chiesa e romitorio di San Francesco di Paola, è un edificio religioso cattolico di Corigliano Calabro, nel comune di Corigliano-Rossano. Secondo la tradizione fu costruito dallo stesso santo.

    Cosa vedere

    La tradizione vuole che la chiesa sia stata costruita tra il 1474 e il 1476 da san Francesco da Paola in persona, quando si recò a Corigliano chiamato dal conte Girolamo Sanseverino, perché suo figlio Bernardino era afflitto da una grave malattia. Il prospetto esterno è d'ordine dorico, mentre l'interno è d'ordine corinzio, con cappelle a destra e a sinistra e un pregevole soffitto a cassettoni settecentesco.

    L'altare maggiore, rialzato di due gradini, è incorniciato da un coro ligneo del 1776 attribuito a Pasquale Pelusio e sormontato dall'affresco della Santissima Trinità, attribuito a Pietro Negroni. Fra le opere più importanti ci sono un quadro di san Francesco in iconografia originale attribuito a Girolamo Varni, un'effigie lignea del santo con un reliquiario che contiene un pezzo del suo costato, la croce di bronzo che gli sarebbe appartenuta, donata alla cittadinanza in sua memoria, e un pezzo della canna con cui, secondo la tradizione, salvò la chiesa e il convento dall'invasione ottomana.

    La visita

    Il santuario è a Corigliano Calabro, a poche centinaia di metri dal Castello Ducale. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati sul posto.

    Il consiglio della redazione

    Il legame fra il santo e Corigliano compare anche nella storia del castello: nel 1538, secondo la ricostruzione delle fonti, il conte Pietro Antonio Sanseverino fece diffondere la notizia che un suo servo avesse sognato san Francesco, che gli prediceva la vittoria sui corsari del Barbarossa.

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