Roccabernarda conta 3.467 abitanti sul fiume Tacina, con il centro storico in collina e il resto sceso in pianura. In dialetto è semplicemente «la Rocca», e un tempo si chiamava Rocca i Tacina; il nome di adesso lo si fa risalire, per leggenda, al cavaliere spagnolo Bernardo del Carpio, che avrebbe conquistato il posto e poi l'avrebbe fatto cingere di mura. Fuori dal paese ci sono i ruderi del convento di San Francesco da Paola, fondato da Giovanni Cadurio quando tornò dalla corte di Luigi XI di Francia, dove aveva accompagnato il santo, e lungo il fiume ci sono le grotte dette di Vitale, che si pensa siano il romitorio dove san Vitale da Castronuovo passò due anni tornando da un pellegrinaggio a Roma.
La festa del patrono è cresciuta col tempo: prima tre giorni, poi quattro, poi sette, intorno all'ultima domenica di maggio, con la fiaccolata dal convento alla chiesa e i canti dei fedeli; con le offerte raccolte si ingaggia, per la sera finale, un cantante conosciuto in tutta Italia. C'è poi la fiera di Mulerà, che si tiene dove il posto si chiama ancora «E Fere». Oggi dura mezza giornata, il primo settembre. Un tempo era la fiera più grande del Regno delle Due Sicilie: si comprava e si vendeva soprattutto bestiame, arrivava gente da ogni parte, e nella stagione che la preparava il paese si riempiva di famiglie rom che giravano casa per casa a vendere quello che fabbricavano.
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