Ardore

Provincia: Reggio Calabria · Regione: Calabria · Abitanti: 4.760 · CAP: 89031

Ardore è nata da una spartizione di terre. Dopo la conquista del Bruzio, nel 247 avanti Cristo, i romani crearono tenute agricole a ridosso delle città magnogreche, per premiare i vecchi legionari con vasti appezzamenti e insieme per togliere prestigio a quelle città-stato: il territorio, che sta a meno di tre chilometri dagli scavi di Locri Epizefiri, cominciò così, come praedium rusticum e poi come pagus. La parte più antica del paese lo dice ancora: sorge su un colle che si eleva in tre ripiani e ha tutte le caratteristiche del pagus munitus, il villaggio fortificato romano, con due quartieri attraversati da quattro strade parallele — il Margio e la Tractaria, il cui nome viene da tractatoria, il luogo dove si amministra la giustizia e si contratta, e lì infatti stava poi il tribunale feudale della Bagliva. Il ripiano più alto serviva da vedetta.

Prima dei romani c'erano popolazioni preelleniche: grotte sulle colline e lungo le fiumare, massi megalitici, asce di pietra di foggia neolitica raccolte sull'argine del Pintammati. I greci hanno lasciato il segno soprattutto nel dialetto, nei nomi di persona e di luogo e nel Dromo, l'antica strada lungo la quale si allineano i primi insediamenti romani. Dal 1546 Ardore ricominciò una vita autonoma come piccolo stato feudale, e andò avanti così fino all'occupazione francese del regno di Napoli, nel 1806: produceva seta, circa duemilacinquecento libbre l'anno, e poi vino e olio, mentre gli artigiani vendevano i loro manufatti fino a Pizzo e a Messina. Dei feudatari, solo i Gambacorta abitarono davvero qui: fortificarono il paese e costruirono il castello.

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Cosa c'è intorno

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