Campo Calabro

Provincia: Reggio Calabria · Regione: Calabria · Abitanti: 4.410 · CAP: 89052

Il nome viene dal latino campus, campo, e la storia amministrativa è breve: Campo Calabro è comune autonomo soltanto dal 1950, perché prima era la frazione montana più popolosa di Villa San Giovanni, tanto che la chiamavano Villa San Giovanni superiore per distinguerla dall'abitato giù al mare. Lo stemma, concesso nel 1955, racconta però tre cose del paese. C'è un falco pecchiaiolo, che qui chiamano adorno: la sua caccia, oggi proibita, era praticata dai cacciatori del posto, che si appostavano sulle colline per sparare agli uccelli mentre risalivano la costa sfruttando le correnti ascensionali dello Stretto. Ci sono il grappolo d'uva e le spighe, i due prodotti principali della campagna. E c'è il fondo d'argento, che ricorda la neve: la portavano giù dall'Aspromonte e la conservavano nelle cantine fresche delle case, per preparare le bevande d'estate.

Sopra il paese sta il forte, la fortificazione umbertina più grande dello Stretto di Messina, sia per dimensioni sia per valore architettonico: fu tra i primi a essere costruiti e ci vollero quattro anni, dal 1884 al 1888. Campo Calabro è il paese natale di Antonino Scopelliti, il magistrato ucciso dalla mafia nell'estate del 1991, e dell'insegnante e avvocato antifascista Francesco Geraci. Nella casa dove nacque il tenente Galimi, caduto sul Carso nella prima guerra mondiale, tre stanze al pianterreno sono state riportate allo stato originario con gli arredi d'epoca e trasformate in una casa museo, inaugurata nel 2017 per il centenario della sua morte: dentro ci sono i cimeli, le fotografie e i documenti che riguardano la sua vita e le circostanze in cui morì in combattimento.

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Cosa c'è intorno

Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.