Il 1847 è l'anno che Sant'Agata ricorda due volte. Nel palazzo Borgia il giovane Rocco Verduci si riunì con i compagni del paese per dare il via alla rivolta del distretto di Gerace, la cospirazione mazziniana di quell'estate: finì male, e Verduci è uno dei cinque martiri fucilati a Gerace. Il 6 agosto dello stesso anno passò di qui Edward Lear, il pittore e scrittore inglese, ospite della famiglia De Franco: si mise a disegnare il paese, col palazzo baronale a due piani e la chiesa di San Nicola sullo sfondo.
Qui nel 1924 è nato Saverio Strati, uno dei grandi narratori calabresi del Novecento, che ha scritto dell'emigrazione e della povertà di questa terra. Del terremoto del 1783 si racconta ancora che alla prima scossa, il 5 febbraio, una trave della Chiesa Matrice venne giù e restò retta dal braccio della statua di sant'Agata, e che per questo i fedeli si salvarono. Nel 1927 il fascismo cancellò il comune dentro un ente nuovo, San Giovanni Samio, insieme a Samo, Casignana e Caraffa del Bianco: Sant'Agata tornò autonoma nel 1946.
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