Dentro la cattedrale di Tropea, appoggiate a una parete, ci sono due bombe d'aereo della seconda guerra mondiale. Caddero sulla città nel 1943 e non esplosero; furono disinnescate e messe qui, perché i tropeani attribuirono lo scampato pericolo alla Madonna di Romania, la loro patrona. È un ex voto grande come una persona, e non se ne trovano molti in Italia.
Cosa vedere
La chiesa fu costruita dai normanni nel dodicesimo secolo, con i conci di tufo giallo e la pietra lavica che danno alla muratura un colore caldo e a righe. Nel Seicento fu allungata e barocchizzata, poi i terremoti la danneggiarono più volte e i restauri le hanno restituito l'aspetto normanno delle tre navate.
L'immagine venerata è l'icona della Vergine di Romania, cioè della Roma d'oriente: una tavola bizantina arrivata qui per le vie del Mediterraneo, come tante nel sud d'Italia. In chiesa si conserva anche un crocifisso ligneo scuro di grande devozione popolare.
La visita
La cattedrale è nel centro storico, sulla rupe, cinque minuti dal belvedere sull'isola Bella; ingresso libero, con chiusura a mezzogiorno e durante le funzioni. Venti minuti.
Il consiglio della redazione
Guardate le due bombe e poi uscite sul terrazzo naturale della città: sotto c'è il mare, di fronte lo scoglio con il santuario, e a destra, nelle giornate limpide, si vede lo Stromboli fumare all'orizzonte. Tropea si visita in mezz'ora, ma è questo passaggio dal buio della chiesa alla luce sulla scogliera che se ne ricorda.
