Presenzano

Provincia: Caserta · Regione: Campania · Abitanti: 1.747 · CAP: 81050

I sanniti costruirono su queste alture una prima rete di insediamenti, fortificati con cinte di mura megalitiche a difesa e controllo dei passaggi verso Sesto Campano e la piana di Cesima. Nel medioevo, per le stesse ragioni strategiche, la popolazione salì sul colle, e lassù fu costruito anche un castello — costruito dentro il recinto sannita, usandone le mura come propria struttura. Il primo documento che riguarda il castello è del 1091, quando ci abitava Pandolfo di Teano; oggi è in rovina, ma si vedono ancora i ruderi del mastio e del recinto con le torri quadrate e cilindriche. Giù nella piana, in località Taverna San Felice, c'era Rufrae, centro sannita sulla strada che collegava l'Abruzzo con la costa tirrenica: è venuta fuori mentre si scavavano le condotte per l'irrigazione — statuette votive di creta del sesto secolo avanti Cristo, un tratto di cinta muraria in blocchi poligonali probabilmente del tempo delle guerre sannitiche, un piccolo anfiteatro, una necropoli e un santuario, questi ultimi due più antichi della conquista romana. Anche il nome del paese è romano: viene dal gentilizio Praesentius.

Il paese fu longobardo, poi normanno — nel 1097 stava sotto Landenolfo conte di Teano — poi la baronia fu unita a quella di Vairano e passò per i Caetani d'Anagni, Bartolomeo di Capua, i d'Aquino e i d'Avalos; e il ventotto giugno 1616, per atto del notaio napoletano Gramazio de Amodeo, Decio del Balzo comprò il feudo, che restò alla sua famiglia fino all'eversione della feudalità. Poi accadde una cosa con cui il paese non ha ancora finito. Presenzano era sempre stato in Terra di Lavoro; dopo la spedizione dei Mille fu spostato, insieme ad altri dodici comuni, nella provincia di Campobasso; e nel 1878 il solo comune di Presenzano tornò in Terra di Lavoro. Il confine di allora si vede ancora: la squadra di calcio del paese gioca in un girone molisano. E sotto la collina, fra il 1979 e il 1990, l'Enel ha costruito la centrale idroelettrica intitolata a Domenico Cimarosa: due bacini da circa sette milioni di metri cubi l'uno, cinquecento metri di dislivello fra loro, mille megawatt, per un costo di circa mille miliardi di lire — la prima in Italia per grandezza e la seconda in Europa. A inaugurarla venne il presidente della Repubblica.

Cosa c'è intorno

Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.