I fratelli Pompeo e Alfredo Correale, ultimi conti di Terranova, disponessero nel proprio testamento che la vasta collezione d'arte accumulata dalla famiglia non venisse dispersa e rimanesse unita all'interno della loro residenza estiva di Sorrento. Istituita nel 1902 e inaugurata nel 1924, la Fondazione Correale di Terranova dovette affrontare un lungo periodo di chiusura per contenziosi legali, riaprendo definitivamente al pubblico nel 1989. La sede è Villa Correale, nota anche come Villa della Rota, edificio settecentesco a pianta rettangolare con facciata scandita da due ordini di archi sovrapposti e un portale d'ingresso in pietra ornato con lo stemma araldico dei conti.
Cosa vedere
L'itinerario espositivo comprende ventiquattro sale distribuite su tre livelli principali, collegati da un solenne scalone d'onore del XVIII secolo progettato dall'ingegnere Giovan Battista Nauclerio e rifinito con balaustre in piperno. Al pianterreno si viene accolti dalla sala dei fondatori con i ritratti dei fratelli Correale e un albero genealogico del XIX secolo, per poi passare alle sale dedicate all'artigianato sorrentino dell'intarsio ligneo, arricchite da donazioni effettuate nel 1937 da Silvio Salvatore Gargiulo e da uno scrittoio-leggio del 1910 opera di Giuseppe Gargiulo. Nelle sale archeologiche si trovano oggetti preistorici in bronzo, ceramiche attiche, sculture di età medievale provenienti dall'antica cattedrale di Sorrento e un'ara marmorea di epoca romana scolpita con scene legate all'inaugurazione del tempio di Vesta sul Palatino. Nello stesso piano la biblioteca, fondata nel 1918 e aperta nel 1924, conserva circa seimila volumi, quattrocento manoscritti e la maschera mortuaria di Torquato Tasso.
Ai piani superiori è esposta la pinacoteca. Il primo piano ospita dipinti del XVI e XVII secolo con opere di Artemisia Gentileschi, Andrea Vaccaro, Salvator Rosa, Francesco De Mura e Battistello Caracciolo, assieme a dipinti fiamminghi firmati da Peter Paul Rubens e Frans Vervloet. Il secondo piano raccoglie nature morte di Giovan Battista Ruoppolo e Tommaso Realfonso, paesaggi della Scuola di Posillipo ad opera di Giacinto Gigante e Antonie Sminck Pitloo, e una sala riservata a orologi settecenteschi, argenti e vetri lavorati di Murano e Boemia. Il terzo piano è interamente dedicato alle porcellane europee ed orientali, con importanti pezzi delle manifatture di Capodimonte, Meissen, Sèvres e Vienna, e maioliche di Castelli realizzate da Bernardino Gentili il Giovane.
La visita
L'ultimo piano del complesso include un sottotetto adibito a mostre temporanee. La villa è incorniciata da un parco che ospita un agrume orto, un bosco di Camelie japoniche, essenze secolari come un'Araucaria excelsa e la tropicale Ceiba speciosa. Un viale di platani conduce alla terrazza belvedere a sbalzo sulla costa, da cui si domina l'intero golfo di Napoli.
Il consiglio della redazione
Durante il percorso al pianterreno, prendetevi il tempo di osservare con attenzione i dettagli dell'ara romana dedicataria di Vesta: si tratta del reperto archeologico di maggior rilievo storico dell'intera collezione sorrentina.
