Prima di cedere il titolo alla chiesa dei Santi Filippo e Giacomo nel XV secolo, la chiesa dei Santi Felice e Baccolo – nota anche come chiesa del Rosario – è stata per circa tre secoli la cattedrale di Sorrento. L'edificio sorge sul sito di un antico tempio romano consacrato a Giove o a tutte le divinità, mentre la tradizione ne colloca la fondazione tra il 310, sotto l'imperatore Costantino I, e il XII secolo, quando il duca Sergio ne volle la costruzione per scacciare i demoni dalla zona. Consacrata a san Felice di Nola e a san Baccolo, vescovo e protettore sorrentino, la chiesa fu sede dal 1651 della congrega nobiliare delle anime del Purgatorio e nel 1834 passò alla Confraternita del Santo Rosario.
Cosa vedere
La facciata barocca, definita dai restauri del Seicento, si divide in due ordini mediante una trabeazione. La parte inferiore mostra un portale tra due lesene con stucchi a motivi geometrici e fregi, mentre l'ordine superiore ospita una nicchia con la statua di san Baccolo tra due finestre rettangolari, prima del timpano coronato da una croce in ferro. All'interno, la navata unica è rivestita in marmi policromi e sormontata da un soffitto a cassettoni con al centro la tela della Santissima Trinità. L'altare maggiore del XVIII secolo, realizzato da Antonio Gandolfo, è ornato da teste di angeli attorno allo Spirito Santo e custodisce un'urna con le reliquie di san Baccolo, sormontata dalla statua della Madonna del Rosario. Nella cappella di destra figurano l'altare e l'organo provenienti dalla chiesa di San Vincenzo, accompagnati da una tela del XVI secolo raffigurante san Domenico, santa Rosa e altri santi domenicani che ricevono il rosario dalla Vergine, circondati dai quindici misteri. La cappella di sinistra, un tempo sotto il patronato della famiglia Donnorso, conserva una tavola con san Giuseppe, san Gennaro e san Raffaele intorno a un'icona bizantina della Madonna col Bambino. L'edificio custodisce inoltre un dipinto di san Baccolo realizzato nel 1734 da Giovanni Bernardo, sculture raffiguranti san Giuseppe, sant'Irene, san Luigi, san Michele e san Baccolo, e un presepe napoletano del Settecento.
La visita
Attraverso la struttura si accede alla cripta del 1753, decorata con un dipinto della Madonna con il Bambino e arricchita da una collezione di ex voto. L'edificio è stato sottoposto a interventi di restauro alla fine del XX secolo per riparare i danni causati dal terremoto dell'Irpinia del 1980.
Il consiglio della redazione
Osservando la cappella di sinistra, si noti come l'icona bizantina della Madonna col Bambino sia posizionata direttamente al centro della tavola che ritrae san Giuseppe, san Gennaro e san Raffaele.
