Il nome è un confronto. Minori e Maiori prendono il nome dai loro fiumi, il Reginna Minor e il Reginna Maior, distinti così per grandezza; poi gli aggettivi latini si sono mangiati il nome del fiume, e sono rimasti due paesi che si chiamano il minore e il maggiore. Sotto il piano del paese sta la cosa più antica della costiera: una villa marittima romana del primo secolo, di cui resta il piano inferiore con affreschi e mosaici, probabilmente di un patrizio. Le eruzioni del Vesuvio la seppellirono con i detriti che l'acqua portava a valle, e attorno al quarto secolo l'insediamento sparisce dai documenti.
Poi il paese è tornato al mare. La tradizione racconta che gli abitanti si erano ritirati sul colle interno di Forcella e che nel settimo secolo, quando sulla spiaggia sotto furono trovate le reliquie di santa Trofimena, riscesero a ricostruire lungo il litorale, dedicandole una chiesa. Il torrente ha fatto il resto: dalla montagna al mare si allinearono le cartiere e i mulini, e nel Trecento arrivarono i trappeti, che con la stessa tecnica dei mulini spremevano un olio finissimo. Nel 1954, con l'alluvione di Salerno, la stessa acqua allagò gli scantinati e uccise tre persone. Dal 1997 tutto il territorio è patrimonio dell'umanità con il resto della costa d'Amalfi.
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