Vergato

Provincia: Bologna · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 7.642 · CAP: 40038

Sul nome di Vergato circolano quattro spiegazioni. Il paese crebbe attorno ad alcune osterie dove sostavano i viaggiatori diretti in Toscana prima di passare il Reno, e c'è chi fa venire il toponimo dal latino Varegatum, cioè guado; chi da virga, ramoscello verde; chi da virgatus, intrecciato di verghe; e chi dal vergato, un tessuto rigato che qui si è prodotto per secoli. Lo stemma, riconosciuto nel 1937, non sceglie: mette un verro irto di verghe, cioè un cinghiale coperto di rametti, e con un gioco di parole tiene insieme due letture diverse e ne aggiunge una terza. È un'arma parlante che parla di un dibattito irrisolto, e lo risolve facendo una battuta.

Il paese, del resto, ha una lunga abitudine a discutere di come rappresentarsi. Il palazzo dei Capitani della Montagna, che è la sede del comune e conserva sulla facciata gli stemmi scolpiti dei capitani che si succedettero, non è medievale: fu ricostruito nel 1885 in stile medievaleggiante su progetto di Alfonso Rubbiani e Tito Azzolini. Il parco pubblico si chiama Pincio, come quello di Roma, e fa parte di una moda nata dopo il 1870, quando Roma divenne capitale: in diverse città italiane si costruirono giardini che ne riprendevano il nome e anche le caratteristiche, i sempreverdi, i sentieri geometrici e la terrazza panoramica, che qui è decorata con piccoli obelischi. Poi le bombe della seconda guerra mondiale distrussero quasi tutto il resto. Le vetrate della sala consigliare sono del 1998 e le ha fatte Luigi Ontani, che è nato qui: una sua statua allegorica, un fauno con un putto alato sulle spalle, ha acceso una polemica nazionale.

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