Duino Aurisina

Provincia: Trieste · Regione: Friuli-Venezia Giulia · Abitanti: 8.586 · CAP: 34011

Il comune nacque nel 1928 dalla soppressione di cinque comuni: Duino, Aurisina, Malchina, San Pelagio e Slivia. Prese il nome dai due maggiori e mise il municipio in un sobborgo di Aurisina che si chiama Cave. Qui ogni posto ha due nomi, perché la minoranza slovena è consistente: Devin-Nabrežina, Šempolaj, Mavhinje, Slivno; e Aurisina stessa si chiamava Nabresina fino all'epoca fascista. È un angolo di confine anche nel senso amministrativo: dal 1947 al 1954 fece parte della zona A del Territorio Libero di Trieste e tornò alla Repubblica italiana il ventisei ottobre 1954, e pur stando in provincia di Trieste l'intero territorio dipende dall'arcidiocesi di Gorizia.

La pietra di Aurisina la tagliavano già i romani, e serviva a costruire Aquileia e i più importanti monumenti romani di Ravenna: la cava si chiama ancora Cava Romana. Fu riaperta quando nel 1857 arrivò la ferrovia da Vienna a Trieste, e quella linea cambiò tutto: Aurisina divenne un nodo di primaria importanza per i traffici fra l'Italia e l'Europa centrale, e il comune, che fino ad allora viveva di un'agricoltura di sussistenza povera, diventò terra di immigrazione — arrivavano operai dal Carso e dal Friuli. Il resto è carso e mare: le risorgive del Timavo, le falesie con un sentiero che porta il nome di Rilke, le grotte. In una di queste, il riparo sotto roccia di Visogliano, sono stati trovati cinque denti e un frammento di mandibola attribuiti all'Homo heidelbergensis; al Villaggio del Pescatore hanno trovato un dinosauro. E a Duino, nel 1906, il fisico Ludwig Boltzmann si tolse la vita.

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