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Monfalcone

Provincia: Gorizia · Regione: Friuli-Venezia Giulia · Abitanti: 27.041 · CAP: 34074

Dai cantieri di Monfalcone escono le navi da crociera più grandi del mondo: la tradizione navalmeccanica cominciò nell'aprile del 1908, quando la famiglia Cosulich aprì il Cantiere Navale Triestino, e in pochi anni la città cambiò pelle, passando da poche migliaia di abitanti a un centro operaio che richiamava maestranze da mezza Europa. Il museo della cantieristica MuCa la racconta oggi dentro l'ex villaggio operaio di Panzano, sorto nel 1929 per dare casa a quella stessa manodopera. Sopra, la Rocca presidia il primo gradino del Carso, e proprio lì, nel giugno del 1915, la città entrò in guerra: per due anni restò sulla prima linea del fronte dell'Isonzo, bersaglio dell'artiglieria austro-ungarica, finché tra il 1917 e il 1918 non fu quasi rasa al suolo. La popolazione, che prima del conflitto sfiorava gli undicimila abitanti, crollò a poche migliaia.

La seconda guerra mondiale portò un'altra occupazione, e la fine un'altra corsa: il primo maggio 1945 la città fu raggiunta dalle truppe jugoslave nella corsa per Trieste, e la sera stessa vi arrivarono anche i neozelandesi provenienti dal Veneto. Monfalcone restò sotto amministrazione jugoslava per poche settimane, poi passò agli Alleati, e solo nel 1947 tornò definitivamente all'Italia. Nel dopoguerra molti operai comunisti dei cantieri, delusi dalla rottura fra Tito e il Cominform, emigrarono in Jugoslavia incontrando un destino spesso tragico; il vuoto fu colmato dai profughi istriani e fiumani. Oggi il Carso è memoria di trincea, la spiaggia di Marina Julia e la baia di Panzano guardano verso Trieste, a mezz'ora di treno.

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