Il Museo diocesano dei beni ecclesiastici di Rieti è un percorso che si snoda tra gli ambienti della cattedrale e quelli del Palazzo Vescovile, detto anche Palazzo Papale, con opere d'arte sacra e oggetti liturgici della diocesi. Le sue radici sono nella raccolta del vescovo Bonaventura Quintarelli, in carica dal 1895 alla morte nel 1915, che riunì in un corridoio del palazzo oggetti rimasti incustoditi nelle chiese rurali abbandonate e negli ex conventi. Nel 1974 il vescovo Dino Trabalzini inaugurò il Museo del Tesoro del Duomo, allestito da Luisa Mortari nel battistero di San Giovanni in Fonte.
Cosa vedere
Il percorso collega quattro spazi attraverso il duomo e il palazzo. Il Museo del Tesoro, nel battistero, espone arredi e oggetti liturgici della cattedrale e opere venute da chiese abbandonate della diocesi. Scendendo nella basilica inferiore si raggiungono le sagrestie della Venerabile Compagnia delle Stimmate di San Francesco, accanto alla cripta, dove sono esposti paramenti e oggetti liturgici.
Subito dopo c'è il lapidario, con lapidi ed epigrafi, nell'ambulacro coperto da volte a crociera che separa la cattedrale dal palazzo. Attraversando un vestibolo si sale al primo piano del palazzo, dove nel salone delle Udienze è allestita la Pinacoteca diocesana. Sagrestie e lapidario furono aggiunti nel dicembre 2004 e la pinacoteca nel 2005, per volere del vescovo Delio Lucarelli.
La visita
Nel 2011 il museo ha ricevuto la targa Herity, un riconoscimento che valuta la rilevanza dei beni, il loro stato di conservazione, la qualità dei servizi e l'impegno nella ricerca e nella comunicazione. Orari e biglietti vanno verificati sul sito ufficiale.
Il consiglio della redazione
La raccolta del vescovo Quintarelli non è qui: alla sua morte fu donata al Museo civico di Rieti, la cui collezione fu catalogata e riordinata nel 1961 dalla stessa Luisa Mortari.



