La chiesa sta dove stava la tomba di Nerone. Nel 1099 papa Pasquale II fece demolire il mausoleo dei Domizi Enobarbi, la famiglia in cui l'imperatore era nato e dove fu sepolto, e sul posto fece costruire una cappella: forse per ringraziare della liberazione del Santo Sepolcro, avvenuta quello stesso anno. A pagare fu il Popolo romano, e di lì viene il nome, anche se in latino populus è insieme il popolo e il pioppo. Sull'arco trionfale una decorazione in stucco raffigura la Leggenda della fondazione: la chiesa si è fatta rappresentare in casa il proprio mito d'origine.
Cosa vedere
Due cappelle valgono il viaggio. Nella Cerasi ci sono due Caravaggio, la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro, e fra loro, sull'altare, l'Assunzione della Vergine di Annibale Carracci. La Chigi la progettò Raffaello agli inizi del Cinquecento per il banchiere Agostino Chigi; un secolo e mezzo dopo Bernini la rimise mano per il cardinale Fabio Chigi, che sarebbe diventato papa Alessandro VII. Stessa famiglia, stessa cappella, i due nomi più grandi dell'arte romana a distanza di sei generazioni.
La visita
Il coro fu ristrutturato da Bramante, e vi stanno i monumenti funebri che Andrea Sansovino fece per i cardinali Ascanio Sforza e Girolamo Basso Della Rovere, con la volta affrescata dal Pinturicchio e le vetrate di Guillaume de Marcillat. Nella navata destra, la cappella Basso Della Rovere conserva ancora il pavimento originale in ceramica di Deruta. Una cosa da sapere: la chiesa che vedete fu ricostruita a partire dal 1472 per volontà di Sisto IV, e l'autore è Giovannino de' Dolci. La tradizione che l'attribuisce a Baccio Pontelli, ripetuta anche dal Vasari, è da respingere.
Il consiglio della redazione
Guardate la tavola sull'altare maggiore: è una Madonna bizantina del Duecento, e l'ultimo restauro vi ha fatto riemergere la firma di Filippo Rusuti. Un'immagine pregata per secoli ha finito per dire come si chiamava chi l'aveva dipinta. L'altra immagine venerata qui, quella di santa Maria del Popolo, ce la fece portare dal Laterano papa Gregorio IX nel 1227. E un'ultima cosa: la basilica è officiata dagli agostiniani dalla metà del Duecento, e proprio in quanto agostiniano Martin Lutero fu ospite di questa chiesa quando venne a Roma.
