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🏛️ Piazze e centri storici

Ponte Milvio

📍 Roma, Lazio · 76/100

A Roma lo chiamano anche Ponte Mollo, e il soprannome è meritato: quando il Tevere è in piena, questo è il primo ponte a essere sommerso, cioè a finire a mollo. Il nome ufficiale invece viene, si ritiene, da un Molvius della gens Molvia, che lo avrebbe costruito. La prima menzione risale al 207 avanti Cristo, al ritorno dalla battaglia del Metauro durante la seconda guerra punica: allora era ancora di legno, e fu il censore Marco Emilio Scauro a rifarlo in muratura. Trovandosi sull'asse della via Flaminia, era il passaggio obbligato per chiunque uscisse da Roma verso nord.

Cosa vedere

Del ponte romano restano soltanto le tre arcate centrali: quelle alle estremità erano state sostituite da ponti levatoi di legno, e le rifece Giuseppe Valadier all'inizio dell'Ottocento, aggiungendo all'imbocco settentrionale una torre in stile neoclassico. Sull'imbocco meridionale c'è un gruppo con il battesimo di Gesù scolpito da Francesco Mochi nel Seicento, ma anche quello non è l'originale: l'originale sta nell'atrio del Museo di Roma, a palazzo Braschi. E all'estremità nord sorgeva una fortificazione medievale chiamata Tripizzone, costruita su una torre difensiva del terzo secolo e demolita nel Quattrocento.

La visita

Qui furono arrestati i congiurati di Catilina, o meglio Tito Volturcio: dalle lettere che gli furono trovate addosso Cicerone ricavò le prove con cui il giorno dopo denunciò la congiura in Senato. Quattro secoli più tardi, nel 312, nelle campagne attorno al ponte si combatté la battaglia fra Costantino e Massenzio. Su quel giorno corre una leggenda: Costantino avrebbe visto una croce con la scritta In hoc signo vinces, e da lì sarebbero venute la vittoria e la sua adozione del cristianesimo. Ma ce n'è una seconda, che quella croce la fa apparire sopra il monte Musinè, in Val di Susa, lo stesso anno e sempre contro Massenzio, però alla battaglia di Torino.

Il consiglio della redazione

Il ponte è arrivato fino a noi, ma non senza interruzioni: nel 1849 Garibaldi lo fece saltare per rallentare l'avanzata delle truppe francesi, e fu ricostruito l'anno successivo. Sapendolo, si attraversa in un altro modo. Guardate in basso, verso l'acqua, e cercate le tre arcate di mezzo: sono l'unica parte davvero antica di tutto quello che avete sotto i piedi.

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