È il tempio più disegnato d'Italia: un edificio rotondo di pietra sull'orlo di una gola, con la cascata sotto e il vuoto attorno. Fu costruito nel primo secolo avanti Cristo, e nel Settecento e nell'Ottocento tutti i viaggiatori del Grand Tour lo hanno dipinto, inciso e messo in acquerello, spesso aggiungendo pastori e rovine che non c'erano.
Cosa vedere
Del tempio restano dieci colonne corinzie su diciotto, la cella circolare con la porta e le finestre, e il fregio scolpito con teschi di bue e festoni. È piccolo, e questo è il punto: la sua fortuna non dipende dalle dimensioni ma dal posto in cui è stato messo, in bilico sopra la forra dell'Aniene.
Accanto c'è un secondo tempio, rettangolare, che i tivolesi chiamano della Sibilla; a chi fossero davvero dedicati i due edifici non è certo, e i nomi che usiamo vengono dalla tradizione più che dai documenti. Sotto, la gola con la grande cascata fa parte del parco di Villa Gregoriana.
La visita
I templi sono in cima alla rupe, all'ingresso alto di Villa Gregoriana; si vedono da fuori gratuitamente dalla piazzetta, mentre per scendere nella gola e vedere la cascata serve il biglietto del parco, che ha chiusura stagionale. Mezz'ora i templi, due ore con la gola.
Il consiglio della redazione
Mettetevi sul lato opposto della valle, sul sentiero che scende nella gola, e guardate il tempio da sotto: è la stessa inquadratura di duecento stampe conservate nei musei di mezza Europa. Da lì si capisce che quei viaggiatori non esageravano il paesaggio, semplicemente sceglievano bene il punto.
