In paese la chiamano la Chiesuola, perché è piccola davvero. Sta lungo l'ultimo tratto della strada che da Borzonasca porta a Villetto, e sulla facciata, sopra il portone, ha una lapide di marmo con una data che nessuno riesce a leggere fino in fondo: c'è chi ci vede 1459 e chi 1469. Un decennio di differenza, e non si è mai chiusa la questione.
Cosa vedere
Anticamente era intitolata a Nostra Signora della Patarella. Ha una navata sola che finisce in un'abside semicircolare, e la facciata a salienti è di pietra locale lasciata a vista, con due sole aperture: una a mezzaluna in alto, in asse con la porta, e una quadrangolare a destra del portone.
Qui si conservava una statua della Madonna della Consolazione carica di ex voto. Alla fine del Settecento le disposizioni napoleoniche la spogliarono della corona e di tutti i doni preziosi che l'ornavano. Poco dopo la figlia del notaio del posto, Barbara Marrè, ne fece rifare l'ornamento in argento e lo donò: lo Stato aveva preso l'oro, una donna del paese lo rimise.
La visita
La chiesa è in via Augusto Raggio, a Borzonasca, in val Sturla; è piccola e sussidiaria, quindi apre di rado e soprattutto per la festa. Un quarto d'ora.
Il consiglio della redazione
Guardate la finestrella quadrata a destra della porta: è coronata da un timpano di ardesia con dentro un bassorilievo che raffigura Dio Padre fra gli angeli, datato all'ultimo quarto del Quattrocento. L'ardesia è la pietra di questa parte di Liguria, e scolpirla è il mestiere di qui: su una chiesa grande non ci fareste caso, su una così è il pezzo forte.
