🌋 Natura e panorami

lago di Giacopiane

📍 Borzonasca, Liguria · 49/100

Sulle rive pascolano cavalli inselvatichiti, i cavalli selvaggi dell'Aveto: discendono da animali da lavoro e da allevamento abbandonati decenni fa e oggi vivono in totale autonomia nella zona umida attorno all'invaso, tanto da attirare naturalisti, fotografi ed escursionisti. Perché il lago di Giacopiane, a 1015 metri di quota in valle Sturla, nell'entroterra di Chiavari, non è un lago: è una diga degli anni Venti.

Cosa vedere

I bacini sono due e stanno a gradino, il maggiore sopra il minore: sotto Giacopiane si apre il lago di Pian Sapeio, e il dislivello fra i due serve a far cadere l'acqua e a sfruttare il salto per produrre elettricità. La diga del lago grande chiude il lato meridionale ed è sormontata da un tempietto liberty, dettaglio che a questa quota non ti aspetti; sul lato nord c'è una diga di sicurezza per i periodi di piena, mentre il bacino inferiore è sbarrato da una diga a botte. Tutto nacque nel quadro delle opere pubbliche del regime fascista, per rispondere alla domanda crescente di energia e come riserva idrica per il golfo del Tigullio e, a volte, per Genova.

Intorno si apre un pianoro largo, chiuso da rocce di rilevante interesse geologico e da faggete; più in basso la strada attraversa castagneti e fasce, i terrazzamenti strappati alla montagna dalla civiltà della castagna. Dai punti più esposti lo sguardo scende fino al mare e, nelle giornate limpide, arriva alla Corsica.

La visita

La strada sale da Borzonasca e tocca Sòria, Gazzolo, Devoti e Barca di Gazzolo. L'accesso all'area del lago è vietato a camper e caravan e richiede un'autorizzazione del Comune di Borzonasca, che si compra nei bar del paese: 5 euro a vettura, più 1 euro al giorno per chi resta oltre le 24 ore, a pagamento dal 2010. A piedi ci si arriva anche da Bertigaro, località Villa Jensi, o da Temossi, località Montemozzo, seguendo i sentieri segnalati. Non ci sono fontane di acqua potabile né aree attrezzate: il campeggio è libero, sui prati delle sponde, dove i piccoli fuochi circoscritti sono ammessi solo nei periodi a basso rischio di incendio. Il lago è riserva di pesca gestita dalla FIPSAS, con immissioni di trote e salmerini.

Il consiglio della redazione

Portatevi l'acqua da casa e state lontani dalle rive melmose: nel lago ci sono sabbie mobili pericolose e non è un avvertimento di maniera. Se avete mezza giornata in più, da qui partono i sentieri per il monte Bregaceto, che sovrasta l'invaso, per Prato Mollo con la sua Pietra Borghese dalle proprietà magnetiche, per il monte Aiona e il monte Penna già in val d'Aveto. E mettete in conto che in stagione, quassù, i cercatori di funghi sono di casa.

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