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🖼️ Musei

Museo civico della Filigrana Pietro Carlo Bosio

📍 Campo Ligure, Liguria · 50/100

All'ultimo piano c'è una stanza che sembra un'officina: trafile, un laminatoio a rulli piatti, pinze e legnetti sagomati a mano. Molti di quegli attrezzi se li sono costruiti gli stessi filigranisti di Campo Ligure, ed è la parte più rara del museo, archeologia industriale di un mestiere che nel paese si pratica ancora. Il resto nacque nel 1984, quando il comune e il commendatore Pietro Carlo Bosio misero a disposizione della collettività i gioielli che Bosio aveva raccolto in giro per il mondo in una vita di ricerche.

Cosa vedere

La collezione, in buona parte arrivata da donazioni private, è ordinata per aree geografiche di provenienza e non per epoca: è un criterio che serve, perché permette di riconoscere le diverse scuole di lavorazione una accanto all'altra. Il percorso mette in fila pezzi di quattro continenti: l'Europa, con l'Italia e la penisola iberica; l'Asia, dalla Cina al Medio Oriente e all'India; l'America Latina; l'Africa.

Alla filigrana italiana è riservato lo spazio maggiore, con le città che l'hanno fatta: Genova, Venezia, Cortina d'Ampezzo, Firenze, Roma e Trapani. L'ultimo piano è dedicato invece alla produzione campese e alla sala attrezzi, un museo dentro il museo, dove i macchinari antichi valgono da soli il biglietto. Oggi la raccolta è considerata il principale centro europeo di documentazione sulla filigrana.

La visita

Il museo sta in via della Giustizia, nel centro storico di Campo Ligure, in Valle Stura. Un supporto multimediale segue le fasi della lavorazione, ed è quello che rende leggibile tutto il resto: la fusione del metallo in verghe, la trafilatura fino a una sezione di 2 mm attraverso fori rivestiti di diamanti industriali, la torcitura di due fili d'argento in quello che si chiama filo granato, la laminatura che lo appiattisce dandogli il tipico aspetto dentellato.

Il consiglio della redazione

Salite prima all'ultimo piano a guardare la sala attrezzi, poi scendete a vedere i gioielli: nell'ordine inverso funziona meno. Cercate i nomi di mestiere, perché valgono da soli mezzo museo: le bruscelle, cioè le pinze con cui si posano i rizzetti, la piastrella di ceramica chiamata ciapêla su cui si lavora il filo, i legnetti con cui si sagoma lo scafo. Dopo, un oggetto in vetrina non si guarda più come prima.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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