⛪ Chiese e santuari

chiesa di San Francesco

📍 Lerici, Liguria · 48/100

Nel 1480, secondo un racconto che a Lerici si tramanda da secoli, tre pescatori — Colotto, Giacopello e Muzio — recuperarono sulla scogliera di Maralunga un dipinto composto da tre tavole con la Vergine e il Bambino, finito in acqua con ogni probabilità dal naufragio di una nave. Quella tavola è oggi la patrona del comune e dal 1810 sta stabilmente qui, nella chiesa di San Francesco d'Assisi, che per questo è anche santuario di Nostra Signora di Maralunga. L'edificio però non è quello del ritrovamento: la chiesa trecentesca, costruita in campagna quando tutte le altre stavano a ridosso del mare, venne demolita nel 1632 e rialzata in quattro anni. Il 26 luglio 1636 le porte si aprirono ai fedeli con i lavori ancora in corso; la consacrazione arrivò a settembre, per mano del vescovo di Luni-Sarzana Giovanni Domenico Spinola.

Cosa vedere

Sul sagrato resta una colonna crocifera che quasi certamente apparteneva all'edificio demolito; sul lato destro della facciata, in pietra rosa ligure, un'epigrafe ricorda la consacrazione. Dentro c'è una sola grande navata, appoggiata a sei pilastri, con un soffitto altissimo che Luigi Agretti affrescò nel 1932. Lungo le pareti si aprono nicchie con altari settecenteschi in marmo, tardo barocco ligure.

La quadreria è di prim'ordine. Domenico Fiasella, il pittore di Sarzana, firmò e datò 1659 la Madonna col Bambino e i santi Bernardino e Francesco, arrivata dall'attiguo oratorio dei Disciplinati e considerata uno dei suoi capolavori; suo è anche il Sant'Agostino che esita fra il sangue di Cristo e il latte della Vergine. Nel presbiterio l'Assunzione della Vergine porta la data del 1657 ed è di Jan Miel, con Davide e Salomone fra le figure in basso. A sinistra dell'altare maggiore sta il grande Crocifisso quattrocentesco, ridipinto più volte, che la tradizione vuole portato qui dalla distrutta chiesa di Santa Marta nel borgo vecchio. Il fonte battesimale in marmo di Carrara reca la data 1448 e viene dall'oratorio di San Bernardino; l'organo lo costruì la ditta Agati di Pistoia nel 1841.

La visita

La chiesa è in via Matteotti, poco sopra il porto di Lerici, ed è parrocchia in attività del vicariato della Media Val di Magra, diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato: l'apertura segue soprattutto gli orari delle funzioni, più fitti d'estate. La Madonna di Maralunga si trova nella cappella a lei dedicata, dentro la cornice marmorea sistemata a metà Ottocento; la tavola è in realtà doppia, due immagini della Vergine col Bambino separate da una colonna, e nessuno ha mai dato un nome al pittore. Sotto il dipinto, coperta dalla cornice, corre un'iscrizione che dovrebbe attestare il ritrovamento, ma non tutte le parole sono leggibili.

Il consiglio della redazione

Consigliamo di cercare la pala attribuita a Paolo Gerolamo Piola: fra i santi c'è Erasmo, protettore della gente di mare, e alle sue spalle il pittore ha messo il promontorio di Maralunga, che dalla costa si riconosce ancora. È il modo più diretto per capire quanto questa chiesa appartenga ai pescatori prima che ai villeggianti. Se capita l'occasione, vale la pena chiedere di vedere anche il medaglione d'argento di sant'Erasmo e il piviale donato dalla famiglia Botti.

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