La parrocchiale di Borgio è cresciuta sulle rovine di un castello: nel 1789 il cantiere aprì sui resti del fortilizio del Burgum Albinganeum, su progetto di Giacomo Barella, e si chiuse in un momento compreso fra il 1806 e il 1808. Pochi anni dopo, nel 1814, papa Pio VII la visitò durante il viaggio di ritorno dalla prigionia in Francia.
Cosa vedere
La facciata è neoclassica e misurata: il portone principale è affiancato da quattro colonne corinzie, che scandiscono il fronte senza appesantirlo. All'interno l'aula è a navata unica, con sei cappelle che si aprono sui fianchi; nella zona absidale è conservata una tela con san Pietro.
Il titolo di parrocchiale non è nato qui. Apparteneva alla chiesa di Santo Stefano, in origine intitolata proprio a san Pietro e oggi santuario all'interno del cimitero: quando il nuovo edificio fu pronto il titolo passò di mano, e la chiesa più antica restò come luogo di devozione. San Pietro fa parte della zona pastorale di Pietra Ligure, nella diocesi di Albenga-Imperia, e il nome latino del fortilizio su cui sorge tiene insieme il paese e Albenga.
La visita
Si arriva in piazza San Pietro, nel nucleo di Borgio, la parte bassa del comune vicino al mare. È la chiesa parrocchiale del paese e resta un edificio in uso: gli orari seguono quelli delle celebrazioni e conviene verificarli sul posto. Verezzi, il borgo alto, e le grotte di Valdemino sono a pochi minuti di strada, quindi la fermata si incastra bene in un giro che li tocca entrambi.
Il consiglio della redazione
Andate a vedere anche Santo Stefano, dentro il cimitero: è la chiesa da cui arriva il titolo di parrocchiale e, messa accanto a questa, racconta il passaggio di consegne meglio di qualsiasi targa. E in piazza prendete le distanze prima di entrare: le quattro colonne corinzie si leggono bene solo da lontano, da vicino sfuggono.
