La prima volta che questa chiesa compare in un documento è nel 1251, e la ragione è molto concreta: l'acquisto di una campana. La tradizione ne fa risalire l'origine al V o VI secolo, e fino al 1567 fu l'unica parrocchia di Stella. L'edificio di oggi tiene insieme almeno due epoche: strutture cinquecentesche sotto un rifacimento settecentesco così deciso da dettare l'aspetto attuale. Sta sul colle dove convergono le strade da Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze e Giovo Ligure.
Cosa vedere
Dentro, l'impianto è a croce latina, con tre navate, volta a botte e una cupola ottagonale affrescata per intero, dipinta a tempera da Domenico Buscaglia sul finire dell'Ottocento. Le navate sono scandite da sei pilastri, tre per lato, rivestiti di marmo e chiusi da capitelli dorati.
Le opere valgono un giro lento. Di Lazzaro De Maestri sono affreschi e tele, fra cui un medaglione con l'Incoronazione della Madonna; di Paolo Gerolamo Brusco il San Martino del 1810; di Agostino Ratti l'Incoronazione della Vergine in controfacciata, di fine Settecento. Ci sono statue di Anton Maria Maragliano e un San Martino di Antonio Brilla. Il battistero in marmo porta la data 1728, il pulpito è ottocentesco e il coro ligneo di fine Settecento fa da cornice all'altare maggiore.
La visita
La chiesa è la parrocchiale della frazione di San Martino e si affaccia su piazza Stefano Serventi; appartiene al vicariato di Albisola-Varazze, nella diocesi di Savona-Noli, e gli orari seguono quelli delle funzioni. Vale la pena mettere in conto le tre cappelle che dipendono dalla parrocchia e stanno sparse nelle campagne intorno: l'Immacolata Concezione alle Verne, San Pietro alla Teglia e Sant'Anna.
Il consiglio della redazione
Prima di entrare ci fermiamo fuori a guardare il campanile: è dipinto a colori vivaci e chiuso da una cupola coperta di tegole in ceramica, un dettaglio che parla di Albisola, il centro da cui arriva una delle strade che salgono fin quassù. Poi, dentro, cerchiamo il punto esattamente sotto il centro della cupola: da lì gli affreschi si leggono tutti insieme, ed è la posizione che rende giustizia al lavoro di Buscaglia.
