I lamenti che di notte uscivano dalla vecchia chiesa della Santissima Annunziata erano barbagianni. Avevano fatto il nido nell'intercapedine tra il tetto e la volta a botte, oggi crollata, e da lì il paese ricavò una leggenda di spettri e diavoli che spiegava l'abbandono meglio di quanto facesse la verità. La verità è geologica: tutta l'area del complesso, nella frazione di Pero a Varazze, scivola a valle con un movimento franoso lento e costante. Completata nel 1861, la chiesa fu chiusa al culto nel 1959, meno di un secolo dopo, e nel 1968 abbandonata del tutto.
Cosa vedere
Quello che resta è un rudere pericolante, e si guarda da fuori: tutti gli ingressi sono stati murati. I muri di pietra sono imbevuti d'acqua, perché il tetto ha perso buona parte delle tegole e lascia passare la pioggia; i voltini si sono rotti uno a uno e gli arredi murari si sono sgretolati. Sul lato destro, però, l'intonaco ha tenuto: lì restano visibili alcuni affreschi dipinti negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, ed è l'unico pezzo dell'edificio che conservi ancora un'immagine.
L'altra metà della storia sta di fronte. Quando la vecchia chiesa fu dismessa, la parrocchia ne costruì una nuova, sempre intitolata alla Santissima Annunziata, a circa un chilometro di distanza e sul versante opposto della valle del Teiro: le due si guardano da una sponda all'altra, una in piedi e una in rovina, ed è un confronto che vale il viaggio più di qualunque dettaglio architettonico.
La visita
La chiesa vecchia sta lungo la strada provinciale 542, quella che da Pero, frazione di Varazze in provincia di Savona, sale verso Stella San Martino. Si vede dalla carreggiata e non c'è nulla da pagare né orari da rispettare, perché l'edificio è sconsacrato e chiuso: le porte murate non sono un ostacolo temporaneo, sono la messa in sicurezza. Se si arriva in auto conviene cercare uno slargo prima di fermarsi, la provinciale è stretta e senza marciapiede.
Il consiglio della redazione
Non avviciniamoci ai muri e non cerchiamo un varco: la frana lavora ancora e l'edificio è dichiarato pericolante. Il punto giusto è l'altro versante, vicino alla chiesa nuova, da cui la vecchia si vede intera, con il tetto sfondato e il campo attorno. È lì che la vicenda si capisce in un colpo d'occhio.
