Quando nel 1947 la confraternita si sciolse, questo oratorio diventò un'autorimessa. Non una sala parrocchiale, non un magazzino di attrezzi: un garage, con le auto dentro. Ci restò per mezzo secolo, finché un restauro di fine anni novanta non lo ha recuperato e trasformato in sala per convegni.
Cosa vedere
L'edificio fu eretto nel 1741, insieme alla confraternita, per volontà del parroco di allora. È a navata unica con presbiterio quadrato, lungo in tutto una diciottina di metri, e sta un centinaio di metri davanti alla parrocchiale di San Pietro, nella frazione di San Pietro d'Olba.
Sulla facciata, fra il portone e il rosone, c'è un dipinto con i due santi titolari, Filippo e Giacomo. È l'unico elemento che dichiara ancora, dall'esterno, che cosa fosse questo edificio prima di diventare tutto il resto.
La visita
L'oratorio è in via Ferriera, a San Pietro d'Olba, comune di Urbe, sull'appennino savonese; oggi è una sala pubblica, quindi si entra in occasione di incontri e iniziative. Un quarto d'ora.
Il consiglio della redazione
Guardate il dipinto sopra la porta e ricordate che è rimasto lì per tutto il tempo. Quando dentro c'erano le automobili, i due santi stavano ancora sulla facciata, sopra la saracinesca. È il dettaglio che rende questi cambi d'uso meno drammatici di come li raccontiamo: gli edifici cambiano mestiere, e intanto tengono addosso il nome del mestiere precedente.
