Prima di essere l'insenatura felice era lo scoglio. Fino al Quattrocento il nome documentato è Scovolo, da scopulus, e soltanto più tardi si impose la lettura latina sinus felix. In mezzo c'è un fatto violento: nel 1279 i guelfi bresciani rasero al suolo il castello di Scovolo e il suo borgo insieme alla rocca di Manerba, e la gente del promontorio di San Fermo dovette ridistribuirsi nei due nuclei nuovi di San Felice e Portese, ciascuno con le proprie difese. Il paese di oggi nasce così, da una demolizione.
Nel 1334 trentaquattro comunità della riviera bresciana del Garda e della Val Sabbia si federarono per non dipendere né da Brescia né da Verona e chiesero protezione a Venezia: da lì sarebbe nata la Magnifica Patria della Riviera di Salò. San Felice e Portese tornarono un comune solo nel 1928. Tremilaquattrocentotré abitanti in provincia di Brescia, su un promontorio morenico fra il golfo di Salò e quello di Manerba; appartiene al comune anche l'Isola del Garda. Il santuario del Carmine fu cominciato nel 1460 e consacrato nel 1482.
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Fuori da San Felice del Benaco, ma a portata di gita.