Lo stemma di questo paese racconta, senza volerlo, un pezzo di storia italiana. L'undici ottobre del 1930 il podestà Giovanni Benedini mandò al Capo del Governo le carte perché il comune ne avesse uno, e la concessione arrivò con regio decreto il 21 giugno 1934: un drago d'oro su fondo verde, con una banda dentata d'azzurro e d'argento a tagliare in diagonale il campo. La blasonatura, però, finiva con tre parole che datano il documento meglio di qualunque calendario: capo del Littorio, la fascia con i fasci littori che il regime faceva aggiungere agli stemmi civici. Oggi quel capo non c'è più, e il comune usa una versione diversa: la differenza fra i due disegni è tutta lì.
Il nome doppio, invece, viene da un'addizione del 1867, quando il comune di Cignone fu soppresso e aggregato a Corte de' Cortesi, che da allora porta tutti e due i nomi. Siamo nella pianura cremonese, terra piatta di cascine e di stalle, e la parrocchiale è dedicata ai santi Giacomo e Filippo. C'è un dato, in questo paese di poco più di mille abitanti, che quasi nessuno si aspetterebbe: all'ultimo censimento dettagliato quasi un residente su sei era indiano, di gran lunga la comunità straniera più numerosa, davanti a quelle marocchina, romena e cinese.
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Nei dintorni di Corte de' Cortesi con Cignone
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Luoghi da vedere entro 25 km
Fuori da Corte de' Cortesi con Cignone, ma a portata di gita.