San Bassano è cresciuto su un passaggio. Di qui correva la Strada Regina, la via romana fra Cremona e Milano, e per tutto l'undicesimo secolo il Serio attraversava la valle che oggi si chiama Serio Morto: chi doveva guadare il fiume passava di qua. Dopo l'anno Mille il paese ebbe pellegrini, un ospizio annesso alla chiesetta di San Giacomo, mercanti ed eserciti; nel 1157 i consoli di Cremona gli concessero i privilegi di borgo franco, secondi solo a quelli di Soncino, e nel 1159 il castello ospitò l'imperatrice Beatrice di Borgogna mentre il Barbarossa assediava Crema.
Poi il fiume se ne andò, il castello fu smantellato dal Quattrocento e del passaggio non restò niente. Lo stemma, adottato in consiglio comunale intorno al 1960, non racconta né il guado né l'imperatrice: mette in campo un gelso per i bachi da seta, una pannocchia e una spiga, e prende il giallo e il rosso dall'emblema di Lodi, la croce rossa in campo d'oro portata a casa da una crociata.
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Fuori da San Bassano, ma a portata di gita.
