La patrona di Viganò è santa Apollonia, e la prima domenica dopo il 9 febbraio in paese si friggono i ravioli dolci: ripieni di cacao, amaretti, cedro, biscotti e latte. Ogni famiglia ha la sua ricetta, tramandata di generazione in generazione, e i ravioli non si vendono: si regalano ad amici e parenti nei giorni prima o dopo la festa. Nella palestra comunale, intanto, si allestisce la mostra dei quadri e delle fotografie fatte dai viganesi.
Il paese, per il resto, è piccolo e ha passato più di un secolo a essere annesso a qualcun altro: a Sirtori nel 1809, a Barzanò nel 1928, e solo nel 1953 è tornato comune. I feudatari erano stati i Sirtori, poi i Giussani, poi i Villata; lo stemma comunale, invece, riprende quello dei Viganò, la famiglia nobile milanese che ha lo stesso nome del paese.
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