La marcita — il prato che si allaga d'inverno con l'acqua di risorgiva, appena tiepida, perché l'erba non smetta di crescere e si possa falciare anche col gelo — sarebbe stata realizzata per la prima volta in Italia proprio a Carpiano. Fu una delle invenzioni che hanno fatto la ricchezza della bassa milanese, e la si deve ai monaci: nel 1396 il duca di Milano assegnò Carpiano ai certosini di Pavia, che ne fecero una grangia, bonificarono i terreni e vi portarono le tecniche irrigue. Oggi le marcite sono quasi sparite, sostituite dal riso, dal grano e dal mais, e i fontanili che le alimentavano sono sempre meno.
Tremilanovecentosettantasei abitanti nella città metropolitana di Milano, dentro il Parco Agricolo Sud. Il paese sta nel quadrilatero disegnato da quattro grandi abbazie — Chiaravalle, Mirasole, San Bassiano e Viboldone — che sono quelle che hanno prosciugato e irrigato tutta questa pianura. Il Lisone, che attraversa il territorio, è un piccolo fiume scavato dai certosini attorno al 1300. Carpiano compare nei documenti già nell'anno 836, e il nome verrebbe dal carpino, l'albero che riempiva i boschi qui attorno.
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