Il santo del nome è Vittore il Moro, soldato di origine africana che visse a Milano e che, convertito al cristianesimo, fu torturato e decapitato a Lodi il 3 maggio 303. Per secoli il comune si chiamò semplicemente San Vittore, come si legge anche nella carta del Ducato di Milano dipinta nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani; l'aggiunta del nome del fiume, nel 1864, si rese necessaria con l'unità d'Italia.
Dopo l'anno 1000 sull'Olona cominciarono a girare i mulini ad acqua, e valevano abbastanza da far litigare per il loro possesso i Torriani, i Visconti e gli Sforza: nel 1339 si combatté una battaglia nelle campagne attorno alle macine, sotto il castello. Nello stemma c'è un castello d'oro a tre torri in campo rosso, a ricordo di un'antica fortificazione posta presso l'Olona a difesa dei mulini. A metà Seicento il feudo fu venduto al conte Vincenzo Ciceri a quattromila lire ogni cento focolari: il sindaco Francesco Roveda ne aveva contati sessantadue, tutti raccolti in trentatré quartieri.
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Nei dintorni di San Vittore Olona
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