Palazzo Arese Borromeo è una dimora nobiliare di Cesano Maderno. Le prime notizie sono del 1626, quando Giulio Arese ordinò di abbattere una struttura fortificata sulle terre di famiglia per costruirvi una residenza. Il progetto lo realizzò il figlio Bartolomeo III, presidente del Senato di Milano: l'architetto e le fasi del cantiere non si conoscono, ma i lavori partirono nel 1654 e alla sua morte, vent'anni dopo, erano quasi finiti. Il palazzo passò ai Borromeo Arese, che gli diedero il massimo prestigio alla fine del Seicento e, con Renato III, le decorazioni rococò di diverse stanze. Nel 1849 gli austriaci lo confiscarono e ne fecero una caserma; dieci anni dopo una sommossa cacciò la guarnigione e il palazzo, in parte danneggiato da un tentativo di incendio, tornò ai Borromeo. Gli ultimi residenti vi abitarono fino al 1970; nel 1987 lo acquistò il Comune, senza gli arredi originali, trasferiti nel palazzo Borromeo dell'isola Madre.
Cosa vedere
Il corpo centrale è quadrangolare, con un cortile in mezzo, e guarda a ovest su una piazza a esedra. La facciata ha tre corpi di altezza diversa, con il portale tra lesene doriche su bugnato e un balcone in ferro battuto. A sud c'è una torre esagonale, costruita sui resti di una torre medievale, a nord la cappella. Sul lato est una loggia genovese a tre doppie campate si affaccia sul giardino all'italiana; sotto corre un doppio porticato con i busti dei Cesari.
Trentatré sale sono decorate da affreschi, con molti soggetti mitologici, di Ercole Procaccini il Giovane, dei fratelli Montalto, di Antonio Busca, Giovanni Ghisolfi, Giuseppe Nuvolone e Federico Bianchi. Al centro del piano nobile, sopra il portale, sta il Salone dei fasti romani, la sala dei ricevimenti: nella fascia bassa gli affreschi raccontano la storia di Roma, con re e imperatori, in quella alta dame e signori si affacciano da una balaustra. Ci sono poi la Galleria delle arti liberali, la sala Aurora e un ninfeo.
La visita
Gli interni si visiterebbero con visite guidate, mentre il parco è pubblico; una parte degli spazi è destinata a centro convegni. Giorni, orari e prenotazioni vanno verificati sul sito ufficiale del palazzo.
Il consiglio della redazione
Chiedete della ghiacciaia. È completamente interrata, a forma di tronco di cono rovesciato, rivestita di mattoni a vista, e ci si entra da una porta nella parte alta; intorno gira un ambulacro a volta con i vani dove si conservava il cibo. Sotto, a dieci metri di profondità, c'è una cantina rotonda con un ambulacro di granito, dove si tenevano le botti.
