Cosa vedere · Desio

Altri punti di interesse

  • Basilica di San Siro e Materno

    La basilica dei Santi Siro e Materno è la chiesa principale di Desio, prepositurale e plebana. La prima chiesa fu fondata nel VII secolo dall'arcivescovo di Milano Giovanni il Buono, e per secoli fu a capo di una vasta pieve, con chiese filiali da Seregno a Cinisello. L'edificio attuale, progettato da Camillo Ciniselli, fu cominciato nel 1652 e consacrato nel 1744 dal cardinale Giuseppe Pozzobonelli; nell'Ottocento fu ingrandito con il transetto e la cupola e riconsacrato il 24 agosto 1895. Il 7 dicembre 1936 papa Pio XI la elevò a basilica minore.

    Cosa vedere

    La facciata è scandita da lesene ioniche e divisa in due registri, con tre portali: quello centrale sta tra due colonne, sotto un timpano. L'interno è a una navata con cappelle laterali e volta a botte, e all'incrocio con il transetto si alza la cupola, affrescata con la Gloria dei santi Siro e Materno. L'altare maggiore barocco, su disegno dell'architetto Giuseppe Merlo, è del 1744; ci sono poi due pale di Mauro Conconi, l'Ingresso di Gesù a Gerusalemme del 1861 e Gesù e i fanciulli del 1858, e la Madonna con il Bambino e santi dipinta da Stefano De Fedeli nel 1480.

    Il campanile risale all'inizio del Quattrocento: fu ricostruito dopo che i ghibellini milanesi avevano incendiato il precedente per stanare i guelfi che vi si erano asserragliati. La base della torre più antica fu inglobata nel Cinquecento nella chiesa, come battistero.

    La visita

    La chiesa è stata restaurata all'inizio del Duemila. Orari delle messe e aperture vanno verificati con la parrocchia.

    Il consiglio della redazione

    Le campane hanno una storia a parte: il concerto fu fuso nel 1843 dal varesino Felice Bizzozero, e il gruppo dei campanari della basilica è attivo dal 1799, quando fu fuso un primo concerto di cinque campane. Il campanone, incrinato, è stato sostituito nel 2010.

  • Villa Tittoni-Traversi

    Villa Cusani Tittoni Traversi è una villa di delizia a Desio, opera di Giuseppe Piermarini rimaneggiata nell'Ottocento da Pelagio Palagi. Le origini risalgono probabilmente al Cinquecento, a una casa di campagna dei conti di Rho che nel 1651 fu venduta al marchese Ottavio Cusani. Nel 1776 fu chiamato Piermarini, che diede alla villa l'equilibrio neoclassico ancora leggibile nella disposizione simmetrica delle finestre; nel 1779 era finita la facciata verso Desio, e cominciarono i lavori del giardino, curati da Antonio Villoresi con il tempietto d'Imeneo e le grotte disegnati da Giuseppe Zanoia. Il 14 luglio 1785 la villa accolse i reali di Napoli, arrivati con un corteo di sette carrozze.

    Cosa vedere

    Nel 1817 Luigi Cusani, pieno di debiti di gioco, vendette la villa all'avvocato Giovanni Traversi, e la famiglia Traversi affidò a Pelagio Palagi la trasformazione del complesso: a lui si devono le facciate monumentali, con grandi colonne e capitelli corinzi sopra le arcate del piano terra e, verso il parco, un frontone con figure allegoriche in rilievo. Palagi demolì le ali laterali e le ricostruì più lunghe e più arretrate, allargando il cortile d'onore, chiuso da una cancellata in ghisa tra colonne coronate da statue. Le sale del piano terra mescolano neoclassico, neogotico, barocco e moresco.

    Accanto alla villa, negli ambienti dell'ex convento di San Francesco, soppresso nel 1777, Palagi allestì un museo e costruì la torre neogotica che porta il suo nome, ispirata al campanile dell'abbazia di Chiaravalle. Nel 1900 la proprietà passò a Tommaso Tittoni, poi presidente del Consiglio e ministro degli esteri, che fece completare a Luca Beltrami lo scalone monumentale.

    La visita

    Il Comune di Desio acquistò il parco nel 1952, per farne un parco pubblico, e la villa nel 1975: oggi ospita la biblioteca comunale e un museo dedicato all'artista Giuseppe Scalvini. Dal 2012, d'estate, nel parco si tiene il festival di musica, cinema e teatro «Parco Tittoni». Orari di apertura vanno verificati con il Comune.

    Il consiglio della redazione

    Il 7 novembre 1993 un grave incendio devastò il salone, facendo crollare volte e solai, e rese necessari nuovi restauri. Le lapidi, le statue e i marmi antichi raccolti da Ferdinando Cusani non sono più qui: si trovano nei musei del Castello Sforzesco di Milano.

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