Il nome di questo comune è doppio, e nessuna delle due metà dice quello che sembra. Inverno non ha a che fare con la stagione: una tradizione erudita lo faceva risalire, senza fondamento, agli Hiberna Castra, gli accampamenti invernali romani, mentre nel decimo secolo il paese era una dipendenza dell'antica abbazia di Santa Cristina, il monastero vicino di fondazione longobarda. All'epoca delle crociate passò all'ordine degli Ospitalieri, poi Cavalieri di Malta, che vi fecero costruire il castello; da loro il paese dipese feudalmente fino al 1786, anche se il censimento del 1751 lo dà come feudo dei marchesi di Origo. Monteleone, dal canto suo, non ha mai avuto leoni: è documentato come Montis Luponi nel 999, poi come Montis Olivonis nel 1374 e Mons Oleonis nel 1428, e quello che cresceva su queste pendici, ai piedi del colle di San Colombano, era l'ulivo.
Da Monteleone dipendevano tre piccolissimi comuni, Cantelma, Gatta e Ca del Rho; nel 1750 fu infeudato agli Este. Nel 1863 cambiò nome in Monteleone sui Colli Pavesi, e pochi anni dopo perse tutto: il comune fu soppresso e aggregato a Inverno. Ci volle quasi un secolo perché il nome tornasse: soltanto nel 1961 il comune assunse la denominazione attuale di Inverno e Monteleone. Lo stemma, concesso con decreto del presidente della Repubblica del 27 ottobre 1962, tiene le due metà una accanto all'altra e disegna il nome per come suona oggi: nella prima partizione il monte e il leone, che insieme fanno Monteleone; nella seconda la figura stilizzata del castello di Inverno, dominato dal simbolo dell'Ordine di Malta.
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