Sant'Agata, patrona di Marcignago
📅 Ogni anno, la terza domenica di ottobre
Marcignago festeggia sant'Agata la terza domenica di ottobre, nella chiesa a lei dedicata.
Il nome di Marcignago è romano: è un prediale, cioè il nome di un fondo, formato sul gentilizio Marcinius; il paese è documentato dal 1181, faceva parte della Campagna Soprana pavese ed era sede di squadra, cioè di podesteria. Il feudo, che comprendeva anche Giovenzano, fu comprato nel 1539 da Ludovico Pallavicino e restò ai suoi discendenti fino all'estinzione della linea, nel 1717; passò poi ai Della Puella e nel 1752 a un ramo dei Visconti. Gli abitanti avevano un soprannome, «quatordas e vutanta», quattordici e ottanta: quello che volesse dire non si sa più, ma in paese lo si è sempre considerato un insulto.
Il salto vero, però, è del 1757, e si legge nei numeri: nel 1751 Marcignago aveva poco più di trecentocinquanta abitanti, nel 1780 ne aveva oltre mille. In mezzo c'è l'anno in cui vi furono uniti cinque comuni soppressi: Brusada, che apparteneva per intero al monastero della Certosa di Pavia; Cassina di Mezzo; Calignago, che compare come Calignagum in documenti del XII secolo; Molino Vecchio, che era del feudo di Trivolzio; e Divisa, forse capoluogo di una podesteria nel Medioevo, feudo degli Sfondrati e poi dei Serbelloni. La parrocchiale di Sant'Agata, che all'inizio dipendeva dalla pieve di Trivolzio, ha il presbiterio del 1742 e la navata del 1830.
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📅 Ogni anno, la terza domenica di ottobre
Marcignago festeggia sant'Agata la terza domenica di ottobre, nella chiesa a lei dedicata.
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Fuori da Marcignago, ma a portata di gita.