Dumenza

Provincia: Varese · Regione: Lombardia · Abitanti: 1.433 · CAP: 21010

L'uomo che rubò la Gioconda è nato qui. Vincenzo Peruggia, venuto al mondo l'8 ottobre 1881 a Trezzino, una delle frazioni, figlio di un muratore, imparò da ragazzo il mestiere di imbianchino e nel 1907 emigrò a Parigi; assunto da un'impresa, fu mandato al Louvre a pulire i quadri e a ricoprirli di cristalli. La mattina di lunedì 21 agosto 1911, giorno di chiusura del museo, staccò il dipinto dalla parete, si liberò della cornice e del vetro sulla scaletta della sala dei Sept Mètres, lo avvolse nella giacca e uscì senza che nessuno lo fermasse. Lo tenne con sé due anni e avrebbe voluto venderlo agli Uffizi, sostenendo che il suo era stato un gesto patriottico e che l'Italia avrebbe saputo valorizzare meglio l'opera. Processato a Firenze il 5 giugno 1914, ebbe un anno e quindici giorni, ridotti in appello il 29 luglio a sette mesi e otto giorni. Morì l'8 ottobre 1925, il giorno del suo quarantaquattresimo compleanno. La figlia Celestina ricordava che da piccola, in paese, la chiamavano «Giocondina».

Da qui viene anche un pittore: Bernardino Scapi, detto il Luini, uno dei leonardeschi, nato a Dumenza verso il 1481. Sotto, c'è uno strato molto più antico. Due mensole di pietra ornate da facce umane, trovate in chiesa dal parroco Parapini, portano la data del 909 e stanno oggi alla base della torre; ma queste contrade compaiono già in un documento dell'ottavo secolo che ricorda il dono fatto dal re Liutprando delle terre della Valtravaglia al monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. Il campanile di San Giorgio, a Runo, pare avesse funzione militare prima dell'anno Mille: la strada che da Varese portava a Luino e poi qui era l'unica via per Bellinzona, non esistendo ancora il lungolago, e la torre faceva probabilmente parte di un sistema di vedette lungo queste valli. Quella di Runo è l'unica rimasta.

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