Loro Piceno

Provincia: Macerata · Regione: Marche · Abitanti: 2.481 · CAP: 62020

Il nome viene dal latino laurus, l'alloro: il posto si chiamava Castrum Lauri, il castello dell'alloro. Che qui ci fosse gente molto prima del castello lo dice una stele funeraria con caratteri piceni, trovata nel 1943 e oggi conservata al museo archeologico nazionale di Ancona; e in località Vignali-Bàgnere restano i resti del ninfeo delle Bàgnere, della fine del terzo secolo avanti Cristo. Il castello, in origine, era dei monaci benedettini dell'abbazia di San Clemente a Casauria; nel 1101 tre fratelli, Odemondo, Tresedio e Rimo, lo passarono al vescovo di Teramo, e più tardi finì ai cistercensi della vicina abbazia di Fiastra. Nel febbraio del 1299 Loro divenne libero comune, dentro l'orbita di Fermo.

Il grande edificio che in paese chiamano castello Brunforte è, più propriamente, il palazzo di Gualtiero. Intorno ci sono la chiesa del Corpus Domini con il convento dei domenicani, Santa Maria di Piazza, che dà sulla piazza principale, e la chiesa e il convento di San Francesco d'Assisi con il loro chiostro. Il palazzo comunale lo disegnò all'inizio dell'Ottocento l'architetto Pietro Augustoni, mentre Porta Pia fu costruita nel 1847 e dedicata a papa Pio IX. Quello per cui Loro Piceno è conosciuta, però, non è un edificio ma una bottiglia: qui si fa il vino cotto, e se ne fa una produzione di qualità riconosciuta ben oltre i confini delle Marche. Fra i mestieri tradizionali restano la tessitura e la lavorazione del cuoio.

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